03.19
Di seguito potrete legger un articolo tratto dalla rivista “El Tangauta” (n.48 del Settembre 1998) che è stata fonte ispiratrice per la costituzione dell’associazione.
“Ci sono persone a cui semplicemente il Tango piace, altre che ne sono affascinate, per molte altre ancora il Tango è una forma di vita – o il mezzo attraverso il quale esplicano la loro vita – e non mancano le persone che non possono vivere senza Tango.
Per qualcuno il Tango è la musica che riempie tutti e ciascuno degli angoli della sua vita: la radio, il fischiettio, la canzone sotto la doccia…altri considerano il Tango come oggetto di studio e scavano fino all’origine della sua storia.
Ci sono i milongueros che consumano scarpe “soltanto” sette notti alla settimana per andare a ballare.
Ci sono pure coloro che percepiscono il Tango come il modo con cui si esprime la propria appartenenza ad un gruppo, e per i quali il Tango è il linguaggio natio della loro patria…è la loro cultura.
Non bisogna dimenticare coloro che percepiscono il Tango come una moda, un carro su cui salire per ampliare i propri orizzonti sociali.
Tutti questi individui compongono, in maggior o minor misura, il mondo del Tango.
Ma è un mondo diviso.
Spesso la stragrande maggioranza ignora l’esistenza dell’altro gruppo, per non dir peggio; e si arriva perfino a pensare che il Tango sia soltanto quella porzione che ognuno è in grado di apprezzare.
Sarebbe come pensare che il gioco del calcio consista solo nella palla…o nei giocatori…o nel pubblico.
Il Tango è tutto ciò, ciascuna particella e ancor di più.
E’ una decisione personale prenderne un pezzettino, o molto…o tutto.
A qualcuno piace salire su un albero, altri percorrono boschi.
Tanguear può voler dire uscire a milonguear, oppure andare in una bettola ad ascoltare del buon Tango, o partecipare ad una conferenza su un aspetto del Tango in particolare e, perchè no, consumare Tango nell’intimità: musica, lettura…
Per fortuna le limitazioni sono solo dentro noi stessi.
La nostra idea è sempre la stessa:
prendi coraggio e coscienza,
lucidati le scarpe,
pettinati dentro e fuori;
non ti far vincere dall’angoscia
nè soccombere davanti alla sfortuna…e
se vuoi tanguear,
tanguéa”.