2010
07.22

Ricordiamo che il surrealismo è un movimento culturale, nato a Parigi negli anni venti, molto diffuso nella cultura del novecento, nato in opposizione al Dadaismo, ha coinvolto arti visive, letteratura e cinema. Il movimento surrealista è di gran lunga il più longevo fra le avanguardie storiche, e la sua diffusione capillare in tutto il mondo ha reso la sua storia molto variegata rispetto a movimenti circoscritti nel tempo e nello spazio come il dadaismo o il futurismo

Nel primo Manifesto surrealista del 1924, si legge: « Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale. »

Il Surrealismo è certamente la più ‘onirica’ delle manifestazioni artistiche, proprio perché dà accesso a ciò che sta oltre il visibile. Inoltre esso comprende immagini nitide e reali ma accostandole tra di loro senza alcun nesso logico.

Ernst, nel suo secondo viaggio a Parigi nel 1920, ha modo di farsi apprezzare dai critici della capitale, riuscendo ad esporre alcune sue creazione presso la Galerie Au Sans Pareil. Importante è il suo incontro con alcuni esponenti del Surrealismo, come André Breton e Paul Eluard;

I contrasti con Breton, inducono Ernst ad abbandonare il gruppo surrealista nel 1938

Del suo periodo Dadaista  che si esprime soprattutto nel collage,  vi propongo  ” La coppia”

La coppia

Max Ernst - La coppia - 1925

Ancora con i dadaisti Ernst organizza una esposizione personale, ma la voluta negazione del piacere estetico dei Dadaisti mal si addice alla ricca immaginazione  di Max Ernst che già nel 1926 lascia il movimento e si appassiona al surrealismo dando al termine un’interpretazione estremamente personale.

Trasferitosi a  Parigi Max Ernst è uno dei cofirmatari del “Manifesto del surrealismo” e partecipa a tutte le esposizioni del movimento.

Del Max Ernst scultore surreale  già ci siamo occupati

Vediamolo  ora nella veste di pittore surreale in una sua opera particolarmente significativa : un inquietante balletto fra uccelli (un inquietante “vedo Tango”)

i barbari

Max Ernst - The Barbarians - 1937

Uno dei suoi temi principali è proprio centrato sull’immagine dell’uccello, che spesso vede inseriti elementi umani.

E’ del 1935 una serie di dipinti, piccoli , chiamati barbari, a cui appartiene quello attuale.

Nella sua biografia dell’artista, John Russell identifica queste  creature come espressione di anticipazione della paura di Ernst della devastazione imminente in Europa dovuta alla seconda guerra mondiale.