2010
07.07

A PROPOSITO DEI LEGAMI FRA ARGENTINA E ITALIA

In un articolo passato ci si chiedeva quali legami esistessero fra Argentina e Napoli

L’emigrazione  è una delle risposte possibili  e di questo hanno sofferto molte regione italiane (Campania in testa)

Io però voglio ricordare  il Friuli, terra che ha dato un alto contributo all’emigrazione ,  terra di personalità forti, di gente generosa e tenace, quel  Friuli che ha conquistato e trattenuto una parte del mio cuore

I quattro anni vissuti in quella terra difficile e generosa mi hanno fatto apprezzare la genuinità dei loro sentimenti (dimostrati, non esibiti, non solo detti, ma vissuti e condivisi )  e l’aver trovato in rete un legame fra questa terra e il tango mi ha fatto molto piacere

Ringrazio chi mi ha fatto questo inconsapevole dono, ringraziamento a distanza per chi ha messo in rete le notizie di cui mi sto appropriando (sperando non me ne voglia)  e un grossissimo grazie a tutti i friulani, in particolare a quelli che mi hanno dato il loro affetto, il loro sostegno in un periodo della mia vita particolarmente importante e significativo

Il regalo che voglio condividere con il mondo di Tanguéa è  l’album“Stemane Ulive”- autore Loris Vescovo., purtroppo di difficile reperibilità per cui non sono in grado di  inserirvi parti musicali

Non è un album di tango argentino, tutt’al più è un album tangheggiante, ma  è un pretesto per parlarvi di un autore che scrive e canta in quella lingua che è servita a tenere vivo il ricordo delle tradizioni d’origine, per quei tanti friulani emigrati in Argentina.

L’autore è un  cantautore friulano che ha prodotto questo lavoro cucendo insieme testi e musiche inedite (da lui composte sulla poesia di Pier Paolo Pasolini e Biagio Marin), con melodie di canzoni popolari trapuntate da splendidi assoli di sax e tromba su ritmi scanditi da tabla, tamburica, udu, dove fanno capolino il sitar, l’harmonium e l’accordion in un’atmosfera maliconica a volte jazz a volte più classicamente folk.

Uno dei brani più significativi dell’album è “Banja Luka”  dedicato alla seconda più grande città della Bosnia Erzegovina,  un importante centro culturale

Un modo per non dimenticare che fino a mezzo secolo fa c’era la guerra in questa  terra di confine

Vi risparmio il testo del brano nel difficile dialetto friulano ( per la verità una vera e propria lingua) e ve ne traduco alcuni passi

Banja Luka

(…)

Banja Luka 1941
bloccati fuori da un borgo induriti come cemento
solo un cecchino sul campanile a fermare una fila di poveri italiani
un dux sopra e sotto i suoi sudditi

E split e kliuc e avanti colla caretta
lasciamo terre di ulivi e di Refosco
per quattro metri di neve su a Smrekov Gozd

Banja Luka paracarro 41
sotto le mitraglie i tronchi di legno diventano segatura
sotto la divisa i miei vent’anni stanno stretti tutti assieme
metri di guerra che si sciolgono in amarezza

E split e kliuc e avanti colla caretta
Torniamo a terre di ulivi e di Refosco
Con la pena delle macchie rosse sul verde a fine agosto

Per addolcire queste immagini mi rivolgo ad un altro brano dello stesso album e continuo a parlarvi di poesia, nella fattispecie di  “Al mal dal sabida“ (titolo originale “Mi contenti”) di  Pier Paolo Pasolini (Friulano doc, anche se non per nascita)

Mi contenti (Mi accontento)

Nella nuda sera del Sabato /

mi accontento di guardare la gente

che ride fuori di casa nell’aria.

Anche il mio cuore è di aria /

e nei miei occhi ride la gente /

e nei miei ricci è la luce del Sabato. /

Giovane, mi accontento del Sabato, /

povero, mi accontento della gente,

vivo, mi accontento dell’aria. //

Sono abituato al male del Sabato

Evidente il rimando a Leopardi : “Questo di sette è il più gradito giorno…” e  facile il farmi pensare che non ci sia bisogno poi di molto per essere sereni, se non felici, basta (sembra poco, ma non lo è) un’atmosfera gioiosa….(come anche in milonga ? )

MANDI FURLANS

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