2010
04.29

Qualche tempo fa una riproduzione di Magritte corredava un articolo di questo blog

Si trattava  di “The lovers”

Sotto il velo che copre i due volti ognuno può immaginare quello che vuole, ognuno sotto il velo può celare quello che vuole, ognuno può trovare metafore e allegorie , seguendo la sua fantasia e il suo vissuto

Il mio primo pensiero è stato l’accostare il quadro all’esperienza del corso di tango per non vedenti e ipovedenti che da tre anni il Presidente realizza in collaborazione con “I cantieri del tango”

Quasi ovvio chiedersi se essere bendati ci pone nella stessa situazione dei non vedenti

La mia risposta è NO

Diversa è la situazione psicologica del non poter vedere dal non voler vedere

Diverso è sapere che posso vedere, se mi tolgo la benda,  dal sapere che quella situazione è irreversibile

Diversa è la percezione dello spazio per il non usuale utilizzo degli altri organi di senso

Diverso è l’ascolto dell’altro nell’abbraccio fra due vedenti bendati da quello con un non vedente

Diversa è anche la percezione di sé data dalla consapevolezza che chi balla con noi non vede i nostri sbagli e difetti, ma li sente, vede con ben altri strumenti quello che c’è dentro di noi , quello che teniamo per noi, e quello che esterniamo: con un vedente bendato si abbassa la guardia, con un non vedente è inutile mettersi in guardia

Sollievo o imbarazzo: quale è la parola giusta quando si torna alla luce? Tutte e due e nessuna delle due!

Il secondo pensiero è stato il cercare se un surrealista come René Magritte

potesse suggerire immagini che mi rimandassero al mondo del Tango

“Essere surrealista significa bandire dalla mente il già visto e ricercare il non visto”, così diceva Magritte

Ho cercato  il  “non esplicito”  Ho trovato  un “enigma” tipico della pittura di Magritte

La Battaglia delle Argonne - R. Magritte- 1959

Il quadro che vi propongo reca un titolo ben diverso dal mondo della danza: “La battaglia delle Argonne”

Il riferimento all’Offensiva della Mosa-Argonne,  avvenuta nell’autunno del 1918 rende il quadro una  metafora della contrapposizione fra gli  eserciti alleati e i tedeschi

Chi saranno gli alleati e chi i tedeschi?

Chi la nuvola e chi la roccia?

Domanda priva di significato in quanto René Magritte gioca con i sensi dell’osservatore e con i suoi più forti e radicati convincimenti  attribuendo alla roccia e alla nuvola la stessa imponderabilità, lasciandoli sospesi in aria a riempire un cielo e uno spazio la cui realtà è data dalla falce di luna e dal borgo sottostante

Se dobbiamo vedere  il non visto ,  a me piace pensare a una nuvola e un meteorite che  ballano, sotto la luna, faccia a faccia

Nuvola quale metafora della leggerezza  della musica  (legame con l’aria)

Meteorite quale metafora della energia della coppia  (legame con la terra)

  1. [...] in altre occasioni abbiamo parlato di Surrealismo Resta da aggiungere che  la tecnica surrealista si può a grandi [...]

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