01.28
L’artista figurativo (e non solo) di oggi, è Juarez Machado: classe 1941, Brasiliano. Si è formato alla Scuola d’Arte di Curitiba, nello stato di Paranâ, al cui movimento artistico ha fin da subito partecipato intensamente. Nel 1966 si trasferì a Rio De Janeiro, dove allargò ulteriormente la gamma delle sue attività: oltre alla pittura, infatti, iniziò a cimentarsi in illustrazione, scenografia, scultura, disegno ed incisione. Un artista a tutto tondo!
Che ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti, tanto Brasiliani quanto internazionali. Dal 1986 vive a Parigi, e da allora ha esposto frequentemente in tutta Europa e negli Stati Uniti.
<< Una particolarità dei suoi dipinti è che le figure sono solitamente posizionate negli angoli dispari. Piuttosto che disegnare le forme naturalistiche, il suo obiettivo è di generare un senso di movimento ruotando la forma umana, come se si muovesse con il tempo. Nei quadri dedicati al “Tango”, ad esempio, questa tecnica è particolarmente efficace >> (fonte e ulteriori altre opere visionabili qui).
Sono assolutamente d’accordo. La sua capacità di dare l’esatta impressione del MOVIMENTO è qualcosa che colpisce subito a prima vista, e raro da trovare nell’arte pittorica, solitamente sorella minore della Scultura per quanto riguarda la possibilità di esprimere plasticità e movimento nello spazio. E a ciò contribuisce anche l’uso sapiente dei colori, a predominanza rosso-nero-bianco, e delle ombre, non sfumate, ma massicce, pesanti, che quasi si materializzano.
Altro elemento che colpisce, però, è la sorta di “border-line” su cui Machado pare trovarsi. Da un lato, infatti, dipinge un Tango che rasenta lo stereotipo e l’immaginario collettivo, con quelle forme abbondanti di tutte le donne, gli uomini macho, le braccia e soprattutto le gambe avvinghiate, i seni e la natiche scoperte o semi-intravedibili, tutto a comunicare un senso di CARNALITA’, fisicità umana, passionalità e sensualità che, agli occhi di chi balla, sfiorano quasi la caricatura (penso un pò a Botero). Ma che ha poco di “realistico”, per “noi”. Apprezzando ugualmente il dipinto, ma facendoti fare un sorriso.
Dall’altro lato, invece, è proprio quella incredibile capacità di rendere il Movimento, l’Onda (come nel dipinto chiamato “Tango Room”, in cui sembra di esservi assolutamente dentro), ciò che cattura lo sguardo e i sensi. E le scene, ma soprattutto le figure, paiono prendere vita, tirarti DENTRO al quadro, farti muovere con loro… oppure fuoriuscirne, quasi investendoti (al contrario di Botero, dove le figure ‘caricaturali’, mi si passi il termine, tali rimangono e non ti coinvolgono nella loro attività).
Nessuna meraviglia che Machado sia anche scultore: è evidente che la sua energia artistica ha come primaria esigenza quella di esprimersi nello SPAZIO. Di far VIVERE le sue opere. Ma questo artista ci riesce molto bene anche con la pittura. Chapeu!
Andando a visitare il suo sito (http://www.jmachado.com), nonchè il link fornitovi sopra, potrete visionare molte altre opere, non solo ispirate al Tango (anzi direi che nella sua vasta produzione occupa un posto minore), ma sempre ispirate alla figura umana impegnata nelle sue espressioni preferite: ballo, luoghi di socialità, occasioni mondane, usi costumi abitudini vizi e virtù…
Come dice Michele…….
Stay tuned! … o meglio in questo caso (con licenza grammaticale) …. stay looking !
Daniela




Carissima,
questa volta non siamo d’accordo
Non condivido infatti né le tue considerazioni sulla capacità di Juarez Machado
“… di dare l’esatta impressione del MOVIMENTO …” né sul fatto che l’arte pittorica, sia solitamente sorella minore della Scultura per quanto riguarda la possibilità di esprimere plasticità e movimento nello spazio” ( ti invito a guardare attentamente Boccioni, solo per rimanere in tema di arte moderna)
E’ vero che queste immagini “…sfiorano quasi la caricatura (penso un pò a Botero)…” ma caratteristica di Botero è l’insolita dilatazione che subiscono i suoi soggetti, che acquistano forme insolite, quasi irreali che conservano le impressioni della sua infanzia sfociando in forme grandi e sproporzionate, come appunto quelle avvertite da un bambino.
Non c’è caricatura: è una diversa visione del mondo ( quello appunto visto con gli occhi di un bambino ) , e non , come tu dici :” …. (al contrario di Botero, dove le figure ‘caricaturali’, mi si passi il termine, tali rimangono e non ti coinvolgono nella loro attività). “ Non coinvolgeranno te come nessuno, forse, visto che non vogliono coinvolgere, voglio rappresentare un mondo interiore
Juarez Machado è certo un artista poliedrico, mimo, fumettista , fotografo, etc etc e vorrei ricordare che fra le sue opere più curiose c’è “l’arte commestibile” , fatta proprio con ciò che mettiamo nel piatto più o meno quotidianamente (frutta, verdura, etc) ma non per questo lo avvicinerei all’Arcimboldo ( altra classe, altra ispirazione, ossia quella differenza che passa fra ispirazione, arte e commercio)
Questa è comunque una mia opinione personale e invito i lettori a farsi la propria, magari visionando due video, sulla sua vita e la sua produzione artistica http://www.youtube.com/watch?v=XGhHeRwc5kI (TANGO by Juarez Machado)
http://www.youtube.com/watch?v=xwv_1ykeaVM (Il picaresco mondo di Juarez Machado)
E per chiudere una divagazione sul tema
Juarez Machado è da non confondersi col più famoso Antonio Machado, vissuto un secolo prima, (1875-1939) , poeta e scrittore spagnolo, tra i maggiori di tutti i tempi appartenente alla cosiddetta generazione del ‘98) di cui voglio condividere coi lettori questa poesia : ” Dalla soglia di un sogno mi chiamarono ”
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
– Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
– Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
(Antonio Machado )
Non è dedicata al Tango, ma a mio avviso molto ha a che vedere con l’anima del Tango, quella vera, non quella degli stereotipi
Ciao carissima,
sono fermamente convinta che il dono prodotto dallo scrivere e comunicare una propria visione, ovverosia il Condividere (gli inglesi lo chiamano col bellissimo termine di “sharing”), consti proprio NON nel ricercare o dover trovare necessariamente chi è d’accordo con te… ma nel suscitare opinioni altre.
Condividere, esporsi, dire, per poter conoscere la visione altrui, l’opinione spesso e per fortuna Diversa di altri. Trovo che solo in tal modo le energie fluiscano, la Vita possa scorrere, assumere Forme, esattamente come in un’opera d’Arte. A volte ci si ritrova ad andare verso l’altro che la pensa diversamente, si arriva a condividerne il punto di vista perchè ti ha fatto scoprire ed imparare cose nuove mai prese in considerazione prima; altre volte si rimane della propria idea e visione, ma l’Ascolto dell’altro è stato comunque prezioso, si capisce fino a che punto si può essere persona dotata della capacità di rispettare l’altro da te, poichè dotato della tua stessa libertà di essere ed esprimersi, ma allo stesso tempo si forgia la propria autostima e si impara a difendere le proprie opinioni non sentendosi “da meno” quando qualcuno dissente.
Ritengo quindi una fortuna ed una ricchezza una presenza come la tua, che segui così da vicino e intervieni attivamente anche per esprimere un tuo dissenso, poichè tutto questo crea comunque Dialogo. Grazie per il tuo ricco e stimolante intervento!
E per inciso: personalmente ritengo l’Arte qualcosa che non potrà mai essere oggettiva, ma solo soggettiva. E’ dentro gli Occhi e al Cuore di chi osserva, con il suo background e i suoi trascorsi. Prendi un autore, un artista o un musicista, prendi 10 persone…. ed ognuna te ne dirà qualcosa di diverso che potrà essere anche l’opposto esatto degli altri.
Ma quale sarà la Verità? Assolutamente nessuna. E Tutte.
Sempre….. secondo me
Un abbraccio , Daniela
Cara Daniela
non credo tu abbia colto lo spirito del mio commento precedente
Sottolineavo soltanto che in altre circostanze avevamo avuto le stesse idee, mentre in questa no. Pazienza.
Nulla di drammatico. Non prendertela.
Quanto alle molte facce della verità, tutto è già stato detto da Pirandello
un abbraccio
Luisa