2010
01.31

Con questo video (ovvia parodia del celeberrimo film di Bertolucci), si apre un’ulteriore pagina di Tanguéa: quella dedicata a tutto ciò che fa humor tanguero, tramite l’apporto di scene da films, vignette, cartoons o quant’altro.

Stereotipi, luoghi comuni, immaginario collettivo e leggende urbane create da chi il tango lo vede da fuori.

Ma anche parodie, gags ed auto-ironia create da chi, invece, il tango lo Vive e lo balla… evidentemente così bene da aver imparato l’arte di non prendersi più troppo sul serio ……  :-)

(dal film “Ultimo tango a Zagarol”, di Nando Cicero, 1973)

2010
01.29

Un altro venerdì dedicato ai Danzatori. Questa settimana, due nomi le cui movenze, agilità e capacità tecniche fanno “urlare e soffrire” le gambe di tangueros inchiodati alle poltrone di un teatro per ammirarli, e le cui fattezze fanno rotolare gli occhi fuori dalle orbite a schiere di signore e signori non-ballerini!

Erica Boaglio ed Adrian Aragon, due “belli” del tango, due fenomenali ballerini divenuti vere e proprie stars a livello mondiale, due orgogli nazionali per l’Argentina nel mondo… ma anche due persone unite nella vita, compagni nel sentimento e nel mestiere (con tutti i pro e contro, suppongo), con la loro umanità e vita non pubblica.

Per il più di noi, è impossibile a vedersi ovviamente. La maggioranza del pubblico mondiale li osserva da molti anni nel crescendo di bravura che ad ogni stagione propongono su un palcoscenico (per carità, ci sarà anche chi non li apprezza, ma diciamo che SE sono arrivati a tanta notorietà… un motivo ci sarà!), e sono in molti anche tra i tangueros a non averli magari mai incontrati ‘en vivo’, per esempio ad un festival o ad una milonga per esibirsi, poichè vi presenziano con minor frequenza di molti altri loro colleghi che a festivals ed eventi sono di casa. La loro passione e la loro casa sono il teatro. Ma c’è un rischio (probabilmente un “rischio del mestiere”), insito nella grande bravura e nella fama. E quando qualcuno puoi vederlo sempre solo su un palco, rischia di venire mitizzato, diventa qualcosa di sempre più “lontano” ed irraggiungibile … qualcosa che fa presto a divenire da bravo a “troppo” bravo… e di lì all’antipatia il passo è corto (… qualcuno potrebbe definirla ‘invidia’, ma si aprirebbe un altro discorso nel discorso, e da dirne ci sarebbe molto).

Si può perdere di vista che sono persone, anime in viaggio come noi, con la loro personalità, con una vita “non sotto i riflettori”, con gli stessi problemi di tutti (soprattutto dopo l’arrivo di un figlio), con dei sentimenti. Ecco, il LORO sentimento, quando recitano ballando in teatro non lo si può cogliere (e anche la stragrande maggioranza di video circolanti riportano solo il lato spettacolare ma non quello umano). Bellissimi spettacoli in cui si è abbagliati e coinvolti da musiche, luci, abiti e scarpe, effetti speciali di gambe e piedi che manco sai dove iniziano e dove finiscono, tecnicismi e virtuosismi…. Vieni travolto.

Un esempio è questo video, breve sunto di scene tratto da Instinto, lo spettacolo del 2008:

E via dicendo. Quasi tutti i filmati sparsi per il VideoTubo :-)   ci riportano i due mostri sacri di bravura, la bellissima donna dal corpo di gazzella e l’affascinante uomo dal sapore latino, che hanno capacità fisiche ed interpretative eccelse, nonché un tale ritmo interiore da sembrare che abbia preso il posto del sangue nelle vene! Come in questo ulteriore video, stra-noto alla stra-grande maggioranza di tango-dipendenti, ma sempre bello da rivedere: si tratta di una delle loro uscite nello spettacolo Una Noche de Tango del 1996, Compagnia Tango x 2 di Miguel Angel Zotto e Milena Plebs, quello in cui si può dire vennero realmente consacrati alla notorietà mondiale, ascendendo all’Olimpo :-)

Bene, YouTubizzando qui e là in cerca d’altro, ci siamo invece imbattuti in qualcosa di differente…

E’ un’esibizione tra il pubblico, al Palazzo Ducale durante il Festival di Genova 2007. La scelta del brano è straordinaria e fuori dagli schemi, un brano dalla sonorità tra un samba e una bossa nova, interpretato magistralmente con la loro solita bravura ed interpretazione, ma qui stavolta… il CALORE tra loro, i sorrisi a profusione, il divertimento reciproco, la complicità, la Coppia di vita e non di mestiere, sono finalmente visibili e tangibili (non perchè non possa esser sempre così tra loro, ma perchè di video che colgano e trasmettano queste sensazioni ve ne sono pochi). Il pavimento è molto liscio, Erica ad un certo punto scivola e lui quasi la raccoglie facendole prendere il volo. Di lì a poco il brano termina, e finiscono con un bella risata fra loro.

Per un attimo quelli che sembrano esser diventati Dei dell’Olimpo tanguero, tornano ad esser uomini come noi :-) E noi ce li godiamo! (video tecnicamente non eccelso, ma portate pazienza…)

Buona visione!

2010
01.28

L’artista figurativo (e non solo) di oggi, è Juarez Machado: classe 1941, Brasiliano. Si è formato alla Scuola d’Arte di Curitiba, nello stato di Paranâ, al cui movimento artistico ha fin da subito partecipato intensamente. Nel 1966 si trasferì a Rio De Janeiro, dove allargò ulteriormente la gamma delle sue attività: oltre alla pittura, infatti, iniziò a cimentarsi in illustrazione, scenografia, scultura, disegno ed incisione. Un artista a tutto tondo!

"Tango Room"

Tango Room

Che ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti, tanto Brasiliani quanto  internazionali. Dal 1986 vive a Parigi, e da allora ha esposto  frequentemente in tutta Europa e negli Stati Uniti.

<< Una particolarità dei suoi dipinti è che le figure sono solitamente posizionate negli angoli dispari. Piuttosto che disegnare le forme naturalistiche, il suo obiettivo è di generare un senso di movimento ruotando la forma umana, come se si muovesse con il tempo. Nei quadri dedicati al “Tango”, ad esempio, questa tecnica è particolarmente efficace >> (fonte e ulteriori altre opere visionabili qui).

"Tango in a Box"

Sono assolutamente d’accordo. La sua capacità di dare l’esatta impressione del MOVIMENTO è qualcosa che colpisce subito a prima vista, e raro da trovare nell’arte pittorica, solitamente sorella minore della Scultura per quanto riguarda la possibilità di esprimere plasticità e movimento nello spazio. E a ciò contribuisce anche l’uso sapiente dei colori, a predominanza rosso-nero-bianco, e delle ombre, non sfumate, ma massicce, pesanti, che quasi si materializzano.

Altro elemento che colpisce, però, è la sorta di “border-line” su cui Machado pare trovarsi. Da un lato, infatti, dipinge un Tango che rasenta lo stereotipo e l’immaginario collettivo, con quelle forme abbondanti di tutte le donne, gli uomini macho, le braccia e soprattutto le gambe avvinghiate, i seni e la natiche scoperte o semi-intravedibili, tutto a comunicare un senso di CARNALITA’, fisicità umana, passionalità e sensualità che, agli occhi di chi balla, sfiorano quasi la caricatura (penso un pò a Botero). Ma che ha poco di “realistico”, per “noi”. Apprezzando ugualmente il dipinto, ma facendoti fare un sorriso.

"The last tango"

The Last Tango

Dall’altro lato, invece, è proprio quella incredibile capacità di rendere il Movimento, l’Onda (come nel dipinto chiamato “Tango Room”, in cui sembra di esservi assolutamente dentro), ciò che cattura lo sguardo e i sensi. E le scene, ma soprattutto le figure, paiono prendere vita, tirarti DENTRO al quadro, farti muovere con loro… oppure fuoriuscirne, quasi investendoti (al contrario di Botero, dove le figure ‘caricaturali’, mi si passi il termine, tali rimangono e non ti coinvolgono nella loro attività).

Nessuna meraviglia che Machado sia anche scultore: è evidente che la  sua energia artistica ha come primaria esigenza quella di esprimersi  nello SPAZIO. Di far VIVERE le sue opere. Ma questo artista ci riesce molto bene anche con la pittura. Chapeu!

"Le Tango du Nain"

Andando a visitare il suo sito (http://www.jmachado.com), nonchè il link fornitovi sopra, potrete visionare molte altre opere, non solo ispirate al Tango (anzi direi che nella sua vasta produzione occupa un posto minore), ma sempre ispirate alla figura umana impegnata nelle sue espressioni preferite: ballo, luoghi di socialità, occasioni mondane, usi costumi abitudini vizi e virtù… :-)

Come dice Michele…….

Stay tuned! … o meglio in questo caso (con licenza grammaticale) …. stay looking ! :-)

Daniela

2010
01.27

Artemide (in greco: Ἄρτεμις, Ἀρτέμιδος), nella mitologia greca è figlia di Zeus e Latona e sorella gemella di Apollo. Fu una tra i più venerati dei dell’Olimpo oltre ad essere una delle divinità la cui origine può essere fatta risalire ai tempi più antichi. In epoche successive la sua figura fu associata alla dea Diana della mitologia romana, mentre nella mitologia etrusca prendeva il nome di Artume. Il cervo e il cipresso erano i suoi simboli sacri.

Il culto di Artemide

Artemide era adorata e celebrata allo stesso modo in quasi tutte le zone della Grecia, ma i più importanti luoghi di culto a lei dedicati si trovavano a Delo (sua isola natale), Braurone, Munichia (su una collina nei pressi del Pireo) ed a Sparta. Era la vergine dea della caccia, della selvaggina e dei boschi. Era adorata anche come dea del parto e della fertilità perché si diceva avesse aiutato la madre a partorire il fratello Apollo. Durante l’epoca classica ad Atene veniva identificata con Ecate.

Nella Ionia la “Signora di Efeso“, una dea che viene identificata con Artemide, era oggetto di uno dei culti più importanti: Il Tempio di Artemide ad Efeso, una delle sette meraviglie del mondo, fu probabilmente il più conosciuto centro dedicato al suo culto all’infuori di Delo. Negli Atti degli apostoli i fabbri efesini , quando sentono la loro fede minacciata dalla predicazione di Paolo, si levano a difenderla con fervore gridando: “Grande è Artemide degli efesini!!“.

Le fanciulle ateniesi di età compresa tra i cinque e dieci anni venivano mandate al santuario di Artemide a Braurone per servire la dea per un anno: durante questo periodo le ragazze erano conosciute come “arktoi” (orsette). Una leggenda spiega le ragioni di questo periodo di servitù narrando che un orso aveva preso l’abitudine di entrare nella cittadina di Braurone e la gente aveva cominciato a nutrirlo, in modo che in breve tempo l’animale era diventato docile ed addomesticato. Una giovinetta prese ad infastidire l’orso che, secondo una versione la uccise, secondo un’altra le strappò gli occhi. Ad ogni modo il fratello della ragazza uccise l’orso, Artemide andò per questo in collera e pretese che le ragazze prendessero il posto dell’orso nel suo santuario come riparazione per la morte della bestia.

La Signora di Efeso

Il Tempio di Artemide ad Efeso era considerato una delle Sette meraviglie del mondo. In questa regione era adorata soprattutto come dea della fertilità, una figura simile alla dea Frigia Cibele. Mentre le statue greche la ritraggono come una giovane con arco e frecce, le statue provenienti da questa zona la mostrano con il busto coperto di protuberanze rotondeggianti che sono state interpretate sia come seni che come testicoli di toro.

Epiteti

  • Agrotera – usato per indicarla come protettrice dei cacciatori. Agrotera è un’incarnazione di Artemide che la rappresenta anche come dea della guerra: gli Spartani celebravano sacrifici in suo onore prima di iniziare una nuova campagna militare.
  • Afea – per assimilazione con l’omonima dea dell’isola Egina.
  • Amarisia – dal santuario di Amarinto, sull’isola di Eubea, presso il quale si celebravano le feste Amarisie.
  • Cynthia – con riferimento al Monte Cinto (Kynthos) suo luogo natale.
  • Delia – nata nell’isola di Delo (greco Δῆλος). Sorella di Delios (Apollo o Febo)
  • Phacelitis (Fascelide) – venerata a Rhegion (Reggio Calabria).
  • Potnia Theron – patrona degli animali selvatici. Appellativo usato da Omero.
  • Kourothrophos – protettrice dei giovani.
  • Locheia – dea della nascita e patrona delle levatrici.
  • Ortigia – derivato dall’antico toponimo di Delo o dall’isola di Siracusa
  • Phoebe – versione femminile dell’appellativo del fratello, Febo Apollo.

Miti e leggende relativi ad Artemide

La nascita

Artemide è figlia di Zeus e Latona, nonché sorella gemella di Apollo. Latona, a causa di una maledizione lanciatale dalla moglie di Zeus Era, per poter mettere al mondo i due bambini era costretta a trovare un luogo che non avesse mai visto la luce del sole: per questo motivo Zeus fece emergere dal mare un‘isola fino ad allora sommersa che, di conseguenza, il sole non aveva ancora toccato. Si trattava dell’isola di Delo e Latona vi partorì aggrappata ad una palma sacra. Artemide nacque per prima, dopo soli sei mesi di gestazione ed aiutò quindi la madre a dare alla luce Apollo che nacque invece il settimo mese.

L’infanzia

L’infanzia di Artemide non è raccontata da alcun mito giunto fino a noi, ma un poema di Callimaco – “la dea che si diverte usando l’arco sulle montagne” – ne immagina un suggestivo aneddoto. Giunta all’età di tre anni Artemide, sedendo sulle ginocchia del re degli dei, chiese al padre Zeus di far avverare alcuni suoi desideri: per prima cosa chiese di restare per sempre vergine, poi di non dover mai sposarsi e di avere sempre a disposizione cani da caccia con le orecchie basse, cervi che tirassero il suo carro e ninfe come compagne di caccia (” sessanta fanciulle danzanti, figlie di Oceano, tutte di nove anni, tutte piccole ninfe di mare“). Il padre la assecondò e realizzò i suoi desideri. [6] Tutte le sue compagne rimasero così vergini ed Artemide vigilò strettamente sulla loro castità.

Aneddoti su Artemide e gli uomini

Atteone

Un giorno Artemide stava facendo il bagno nuda in una valle sul monte Citerone quando arrivò il principe tebano Atteone, che stava andando a caccia. Si fermò a guardarla, affascinato dalla sua incantevole bellezza, e ne fu talmente incantato che, senza accorgersene, calpestò un ramo e per il rumore Artemide si accorse di lui. Restò così disgustata dal suo sguardo fisso sul suo corpo nudo che decise di lanciargli addosso dell’acqua magica e trasformarlo in un cervo: in questo modo i suoi cani, scambiandolo per una preda, lo uccisero sbranandolo. Una versione alternativa della storia narra che Atteone si fosse vantato di essere un cacciatore migliore di lei e che quindi la dea lo trasformò in cervo, facendolo divorare per vendetta.

Adone

Secondo alcune versioni della leggenda di Adone, Artemide mandò un cinghiale selvaggio ad uccidere il giovane per punirlo per essersi vantato di essere un cacciatore migliore della dea. Secondo altre, invece, Adone era uno degli amanti di Afrodite, così Artemide lo uccise per rendere la pariglia ad Afrodite per la morte di Ippolito, uno dei suoi favoriti.

Siproite

Anche un cretese, Siproite, fu trasformato in cervo da Artemide per averla vista nuda. La storia completa non è sopravvissuta in alcuna opera scritta originale, ma è riportata di seconda mano da Antonino Liberale, il che suggerisce che l’aneddoto fosse abbastanza noto.

Orione

Orione era un compagno di caccia di Artemide. Le versioni della leggenda sono diverse: secondo alcune fu ucciso dalla dea, secondo altre da uno scorpione inviato da Gea. Alcune storie riportano che Orione tentò di stuprare violentemente una delle ninfe di Artemide che lo uccise per punirlo, altre che tentò di stuprare la dea stessa, di nascosto perché sapeva che la dea desiderava rimanere vergine, e che desiderava moltissimo possederla.La dea lo uccise per difendersi. Secondo Igino Astronomo (che a sua volta cita il poeta Istro) Artemide era innamorata di Orione e voleva sposarlo, ma lo uccise perché ingannata dal fratello Apollo che intendeva difendere la verginità della sorella.

2010
01.27

Non possiamo far finta di niente.

Nonostante i 65 anni passati la stupidità regna sovrana.

2010
01.26

Quest’oggi vorremmo proporvi il video di un bellissimo Corto animato, intitolato “FOR A TANGO”, concepito e diretto nel 2004 da Gabriele Zucchelli, con musica di Astor Piazzolla. E’ ispirato alle origini del tango, ai tempi in cui veniva ballato solo tra uomini ed era (come recita la didascalia del video) una forma di iniziazione…

Qui trovate il sito originale della casa produttrice The Caravel Animation,  dove potrete scoprire altre proposte interessanti. SOTTO al video (prima godetevelo…) trovate la traduzione del breve ma illuminante testo che lo accompagna.

Buona visione!

<< Le origini del tango vengono fatte risalire al periodo 1870-80, nei sobborghi delle capitali del Plata, Buenos Aires e Montevideo, durante l’epoca del loro straordinario processo di urbanizzazione. Dalle campagne arrivavano nelle grandi città contadini,  nomadi, e gauchos impoveriti, mentre provenienti dall’altro capo si riversavano migliaia di europei scacciati dalla povertà dei loro paesi.

I primi avevano perso la cultura della terra, gli altri smisero di essere europei e non si sarebbero mai sentiti del tutto americani: arrivarono con l’illusione di trovare della terra libera, che invece al loro sbarco era già nelle mani dell’oligarchia. Finirono dentro a povere dimore dette ‘conventillos’, con gabinetti in comune, e vivendo a diretto contatto coi discendenti degli schiavi. Non riuscirono ad inserirsi in una città che cresceva a ritmo febbrile.

Un ambiente ibrido e meticcio. Meticcio non è soltanto qualcuno nato dall’incrocio di etnie diverse, ma è anche una condizione culturale, fatta di ricordi, storia, linguaggio, abitudini, e mentalità con differenti modi di reagire all’esperienza dell’emigrazione e del viaggio.

In quel difficile ambiente sociale, quei milioni di immigranti si sentivano troppo insicuri per mostrare se stessi senza dover far uso di quel fegato necessario a vincere la paura del non venire rispettati. In un’Argentina dove c’erano 7 uomini per ogni donna, il tango viene inizialmente ballato tra uomini. E’ una danza complessa, ed è necessaria molta pratica mentre attendi la fortuna di poterti confrontare con una donna. Per questo il tango divenne una forma di iniziazione, che spesso consisteva nello sfidare il rivale a duello. >>

Riconoscimenti:

Speciale menzione della giuria (Arcipelago Int. Film Fest.-Italy)

Miglior corto sperimentale (Benalmadena Int. Short Film Fest.-Spain)

Miglior corto animato -3° premio- (MFA Planet Europe Int. Short Film Fest.-Spain)

Tokyo Anime Award (TAF-Japan)

Diploma (Bimini Int. Animation Festival -Latvia)

Miglior colonna sonora (Girona International Film Festival)

Miglior corto animato (Girona International Film Festival)

Miglior corto animato (ACAT Tramontana Int. Film Festival)

Migliore Video-creazione – Premio del pubblico- (Tarragona Int. Film Festival)

Miglior corto animato (Figueras Int. Short Film Festival)

2010
01.25

Lunedì: tempo di reportage sulle pagine Tanguea.

Prendi un sabato e domenica liberi da familiari & affini. Mettici che da un pò non fai una fuga verso lidi tangueri sconosciuti e inizi a riconoscere i sintomi da “richiamo del deserto”. Aggiungici che da parecchio tempo sei incuriosito/a dal nome di una milonga che tutto sa fuorché di tango….

E così un venerdì sera consulti la Bibbia del Tanguero Itinerante, anche detto il Vademecum dei Cento-kilometristisi del Tango, o la Treccani del Ballerino Curioso (ovverossia  FT) , e inizi a puntare il dito a caso, come sopra un mappamondo che gira, affinchè il destino scelga per te la mèta della trasferta che HAI DECISO di fare… dove non si sa!, ma basta che si vada! …… E che si balli!

Una regione, l’altra,una città, l’altra… finchè trovi la giusta combinazione tra “non troppi kilometri però che la milonga valga la pena e ci sia gente e che il musicalizador valga il viaggio e che però ci sia da dormire vicino perchè sai… sono sì autonoma e intraprendente… ma da donna in giro da sola i guai non me li vado a cercare…..”  :-)

Quindi un  bel sabato parto alla volta di Brescia, dove mi attende un fantastico B&B, il cui nome è segnalato sul sito dei Los Chicos del Tango: proprio costoro sono gli organizzatori di una storica milonga presso un altrettanto storico locale chiamato Jazzonlive, assai noto per le proposte live di jazz, ma che ormai da parecchi anni ospita anche una gradita serata fuori (dai loro) schemi, cioè quella di tango. Milonga dove, tra l’altro, si recano spesso a suonare i nostri Popùl, Vassily, Federico della Boutique, ed altri noti nomi di musicalizadores, italici e non, di solito di buona qualità. Quella sera ci sarebbe stato Jorge, in arte Punto y Branca. Un nome, una garanzia…

Quando alle 17 sbarco nel ‘mio’  B&B scopro una casa DELIZIOSA, dai colori, sapori ed atmosfere nord-europee, stanza tutta in legni chiari, tendaggi morbidi, un letto fantastico, pulizia eccelsa, bagno nuovo di zecca e dalla doccia coooooooosì comoda! Padrona di casa carinissima… e dopo poco già scomparsa tra le nebbie, della serie ‘non ti intralcio neanche un attimo, fai come fossi a casa tua’.

Avevo trovato una fantastica tana ad accogliermi, poi ho trovato a 100 mt una ottima pizzeria-ristorante (con servizio come fosse stato un grandhotel!) dove mi sono auto-coccolata con un buon pasto, e a POCHI, pochissimi metri… c’era la milonga. Beh… Casa e bottega!! Cosa volevo di più? BALLARE!  Ecco cosa volevo “di più”. Poter possibilmente entrare, seppur da sola in luogo sconosciuto, e scoprire che l’audacia premia :-)  Beh … andare in trasferta conviene, ne ho avuto conferma! E lo so, probabilmente sto scoprendo il màte caldo…

Ma il fatto è che un conto è partire per la 2-3 giorni di festivals vari o maratone, e avere tutto il tempo di ambientarsi, di ritrovare conoscenze, di farsi conoscere da nuovi… un altro conto è, di botto, per le poche ore di un’unica serata, presentarsi “a casa di qualcun altro”, mettersi lì…. e sperare, credere o ritenere di poter ballare tutta una sera come se nulla fosse. Ma è esattamente quanto mi è accaduto: alle 22 sono entrata in milonga (il Jazzonlive apre la serata alle 21,30 e garantisco che la gente c’è davvero!) , alle 03.15 ne sono uscita … e avevo ballato praticamente quasi TUTTE le tandas! Roba da segnare sul calendario :-O

Ok… passando al dato oggettivo e lasciando stare la mia esperienza personale… Cosa si trova al Jazzonlive?

Buon pavimento in legno, però ad inizio serata si “sblisga” un pò (si scivola, per i non petroniano-parlanti), perciò il doppio paio di scarpe per uso promiscuo è d’obbligo. Atmosfera delle persone cordiale, da chi ti riceve all’ingresso fino ad organizzatori e ballerini-utenti. Ho scoperto che a Brescia e dintorni sono molto calorosi… Il bar è nella media, come offerta di prodotti bevande, quella sera ho bevuto solo vino rosso e non so dirvi sui coktail e affini, però il vino era ottimo. Non una quantità esagerata di scelte, ma buone.  Per quanto concerne “qualità” ballo … beh, qualunque fosse l’esperienza “tecnica” personale del ballerino di turno (comunque medio-alta).. è stato l’ “attteggiamento” e la disponibilità che più mi hanno colpito. Mi sembrava di esser tornata ai tempi di Bologna di molti anni fa: ballare, DARSI, avviare uno SCAMBIO, scoprirsi, essere “degli esseri umani in relazione”…. non “macchine tanguere”.

Le pecche: la massa di gente al bancone del bar che, in certi momenti, tracima sulla pista…;  e la ronda… purtroppo spesso “questa sconosciuta”. Ma questo è un annoso ed Italico problema di cui discuteremo in altro articolo.

Ad ogni modo, se vi trovate di SABATO in zona bassa-Lombardia, Garda e limitrofi, qualche tanda al Jazzonlive ci sta !

Per gli appassionati di jazz sessions una visita al sito del locale darà un’ampia panoramica delle loro offerte musicali.

Hasta el baile compañeros ! ^___^

Daniela