Troppo spesso mi capita di vedere girando per le milonghe del bel paese strane posture negli abbracci.
Sempre più, provetti emuli di Carlos Gavito, frequentano le milongas con gomiti alti, mostrando “machissimi” angoli di 90° .
Altrettanto spesso, provette ballerine, preoccupate della sudorazione del “marcador” si abbrancano all’uomo, appoggiando la mano sinistra proprio dietro l’ascella/spalla destra del ballerino, creando con il proprio braccio sinistro, un altrettanto pericoloso angolo di 90°.
Se il primo angolo punta ad incontri con faccia/spalla, il secondo, non da meno, punta ad incontri schiena/stomaco di eventuali avventori.
A parte considerazioni sulla comodità dell’abbraccio che non ritengo opportuno fare, poichè nel corso degli ultimi sette anni, ho sempre trovato qualcuno che mi ha ribadito che stava comodo nel suo modo (quindi ad ognuno il suo), mi piacerebbe molto conoscere i Maestri di Tango di questi ballerini per poterli guardare in faccia.
Buona educazione vuole, nel ballo sociale, che il divertimento sia condiviso dalla sala e molto spesso, come mi è accaduto lo scorso 25 dicembre 2009 alla Sala Rio Grande di Gabicce Mare, ci si può ritrovare a fare incontri ravvicinati con questi gomiti angolati, come successo alla ballerina che stava ballando con me, tra l’altro in pieno volto, fino a sentire vibrare la sua mascella.
Siete convinti che la sala fosse affollatissima, datosi che si era al 25 dicembre?
Nemmeno per sogno.
Quindi ricercate pure la Vostra comodità, ma evitate nei limiti del possibile di andare in giro con gomiti angolati.
Naturalmente il gomito ad angolo non provocherebbe danno se foste a fare un’esibizione o se ci fosse un minimo rispetto della ronda…ma di questo ne parliamo la prossima volta per ora beccatevi il mio…
Porgo a tutti i lettori del Blog i miei auguri, a cui si aggiungono in coro gli auguri dello staff redazionale del Blog stesso:
a Voi che ci leggete da tempo o che ci avete scoperto da poco, vicini o lontani al nostro cuore giunga questo augurio:
qualunque sia il regalo che aspettiate per questo Natale o per il prossimo Anno, Vi auguriamo di saperlo accogliere con la curiosità e l’entusiasmo di un bambino.
Essenziale sia l’interpretazione cromatica che l’interpretazione dei tratti delle figure di ballerini proposti da Risto Klint.
Nulla a che vedere con Gustav Klimt, Risto Klint sicuramente si farà ricordare per la sua personale interpretazione dell’argomento e per lontananza da luoghi comuni e stereotipi.
Io personalmente non riesco a dare un giudizio all’opera, come spesso mi accade per alcuni brani di Tango Nuevo.
Belli da ascoltare in macchina, ma, per me, coinvolgimento emozionale, che si approssima allo zero…come questo dipinto.
Approfitto dell’occasione per augurare a tutti i lettori una Buona Vigilia di Natale.
Scombinando per un attimo la programmazione settimanale, vi propongo un altro esempio sull’argomento trattato Venerdi da Daniela.
Navigando nella rete alla ricerca di un file MP3 che intendo utilizzare per l’esibizione del 26 Dicembre prossimo, mi sono imbattuto in questo video.
Questa coppia di ballerini turchi dai nomi impronunciabili mi ha incuriosito notevolmente per la loro fine ricerca stilistica, riuscendo a combinare, anche per loro stessa ammissione i diversi linguaggi del leader e del follower nella coppia di ballo, apportando figure e combinazioni particolari.
Uomo-Donna. Donna-Donna. Uomo-Uomo.
Ogni conversazione può essere intrattenuta da diversi tipi di interlocutori.
L’essenza risiede probabilmente in un vecchio proverbio:
“Ci sono date due orecchie per poter ascoltare il doppio di quello che parliamo!”.
E nella comunicazione non verbale, come in questa danza, la capacità di ascolto, senza volersi arrogare il diritto che appartiene solo a coloro che hanno le verità in tasca, fa si che la comprensione e la compenetrazione/contaminazione dei ruoli divenga così profonda da non poter più distinguere dove finisce l’uno e comincia l’altro in uno scambio continuo di informazioni tra corpi.
Vi lancio una provocazione!
Se in un video come questo togliessimo le inquadrature legate al braccio sinistro del leader e l’abbraccio asimmetrico divenisse simmetrico chiudendo le figure in un unico cerchio attraverso il quale la coppia esegue il proprio ballo, sareste veramente in grado di distinguere chi guida e chi segue?
Va be lo so che siete bravi e iniziereste a contare quanti movimenti all’indietro fa un soggetto e quanti ne fa un’ altro!
Ma siete proprio convinti che questa discriminante sia sufficiente a comprendere chi guida e chi segue, cosa è guidato e cosa è seguito?
La coppia di ballerini che vi presento afferma che ballare deve essere divertente e rilassante.
Credo che questi siano elementi fondamentali per cucinare un buon piatto di Tango, e loro, pur non condividendone lo stile, sono degli ottimi cuochi.
Così come credo che si possa affermare con tranquillità che la base fondamentale di questo piatto stia nello “scegliersi”.
Scegliersi.
Uomo-Uomo. Donna-Donna. Uomo-Donna e perchè no Donna(leader)-Uomo(follower).
L’importante è scegliersi, in quanto la scelta ha origini più lontane e più intime; la scelta è figlia del desiderio e questo fa si che entrambi i soggetti siano predisposti ad ascoltarsi, o per dire meglio, accogliere l’altro/a.
A parte digressioni di carattere filosofico, la sfida è lanciata a chi troverà in rete esempi strutturati in questo modo: Donna leader – Uomo follower.
Buona fortuna. .
Per gli auguri di Natale, per chi ci sarà, ci vediamo stasera alla Boutique Bailable.
Nemmeno a Natale ci si riposa e per chi, eccezionalmente come me, pur da emigrante, quest’anno resterà in Emilia Romagna, porgo l’invito a venire alla Cena-Show che si terrà presso il Ristorante Tino di Massalombarda.
Saremo presenti con una piccola esibizione di 4 brani in 2 differenti uscite con cambio di abito io e la mia cumpadrita romagnola Cristina Camorani per partecipare a questo nuovo progetto con la Scuola Puro Tango di Bologna.
L’emozione è tanta, come sempre…e non finisce qui.
Venerdì è il giorno dedicato all’Arte-tango nella sua espressione Tersicorèa (il martedì invece a musicisti, cantanti, orchestre, letras, e via suonando).
In questi giorni la mente è andata ai modi in cui l’energia del Femminile e del Maschile possono manifestarsi, esprimersi o rivelarsi.
Esistono DUE ruoli nel tango, quello di chi guida e quello di chi segue. E questo è indiscusso ed indiscutibile. Poichè il leader ha una serie di regole e tecniche ben precise da imparare ed applicare, così come la seguidoraha le proprie. O altrimenti… dall’accostarsi dei due corpi, ovviamente, non verrebbe fuori un bel nulla…
MA… sono davvero SOLO dei corpi a ballare?
Quando tecnica e regole entrano nel corpo e si fanno carne, prima o poi (ognuno coi propri tempi) avviene un click…. e ci si ritrova un giorno davanti ad una porta aperta sulle infinite possibilità per la LIBERA ESPRESSIONE di Sè, ovverossia la manifestazione delle due energie menzionate, che SONO entrambe in noi e che costituiscono calce e mattoni della Vita: il Femminile e il Maschile. Quando la tecnica non è più “padrona” del nostro tango, ma viene invece “padroneggiata”, ciò che finalmente possono parlare sono l’interpretazione, il senso musicale ed estetico del ballerino, la sua personalità, la sua storia, la sua psiche, i suoi drammi e le sue gioie. Ciò significa: che i “ruoli stabiliti” a seconda del sesso di appartenenza (uomo leader-donna seguidora) NON esistono più.
Vi propongo, qui, due donne che ballano e due uomini che ballano. Nel primo caso (Ines Muzzopappa e Ariadna Naveira) si tratta di un’occasione una tantum, dettata probabilmente dalla voglia di cimentarsi in altro, di fare uno ’show diverso’ da proporre al pubblico. Molto gradevole, peraltro. Nel caso degli uomini (Augusto Balizano e Miguel Moyano) si tratta di una coppia che balla regolarmente insieme, proponendosi come diverso modo (o meglio sarebbe dire, il LORO modo) di esternare Femminile e Maschile in due corpi da uomo. Sono esponenti di quella fetta del mondo tanguero detto Queer, che ha i suoi luoghi, i suoi festival, il suo pubblico, i suoi estimatori, e un grande apprezzamento.
Esistono poi altri esempi, in giro, di coppie che usano lo SCAMBIO reciproco dei ruoli, durante il ballo stesso. Vedi Los Hermanos Macana, fratelli che han fatto della loro unione di sangue e di ballo la propria bandiera, e la propria fortuna (son davvero bravi e molto molto spiritosi!). Son due uomini, ma si scambiano spessissimo il ‘ruolo’ di leader e seguidor (qui, usare il termine al maschile, è d’obbligo). Oppure i famosissimi Capussi e Flores, coppia di vita e di ballo stimatissima, che usa lo scambio dei ruoli (a volte guida lui a volte lei) e il travestitismo (a volte lui è vestito da donna, lei da uomo) per inscenare gustosissime ed ilari parodie, delle vere e proprie gags-danzanti!, basate su un’abilità tecnica e di ballo straordinaria. Dei veri fuori-classe!
Tornando all’argomento odierno, in generale la visione di coppie mono-sesso che ballano suscita sensazioni ed opinioni diverse, che sono dettate dal proprio gusto personale, dai propri tabù o grado di libertà dalle convenzioni, dalla propria visione estetica, ecc ecc. Personalmente, e a livello generale, mi piace di più guardare una coppia di donne ballare insieme, perchè mi danno una sensazione di maggior NATURALEZZA. Ovviamente, questa è la mia preferenza, ciò non toglie che faccio “Chapeau!” ai signori uomini, poichè penso sia infatti molto più difficile per l’uomo entrare nei panni di Eva, che non per quest’ultima entrare in quelli di Adamo! Ciò nonostnte, non so perchè, l’impressione che ricavo anche dagli esempi eccelsi di uomini che ballano da donna, è che il calarsi nel ruolo di seguidora lo snaturi e gli faccia PERDERE qualcosa… mentre quando guardo una donna cimentarsi nel ruolo di guida, la vedo come se ACQUISTASSE un qualcosa in più… Ma ovviamente, è molto probabile che la mia visione sia un pò imparziale, da femminuccia
Ogni intervento, commento ed opinione è il benvenuto e ci incuriosisce!