02.21
Grazie alla determinazione di 2 donne eccezionali come Bruna Zarini e Gaby Mann, giungiamo a questo concerto nella sede dell’Istituto Cavazza di Bologna.
Il concerto, rigorosamente unplagged, si tiene nella cappella sconsacrata della sede del Cavazza che conserva uno splendido organo a canne che avrà almeno 2 secoli di vita.
In questa atmosfera così densa di storia e di significato, diamo inizio, grazie all’impulso di queste due donne, ad una nuova avventura.
Provare e sperimentare una nuova didattica per poter passare a soggetti ciechi o ipovedenti la nostra conoscenza del Tango Argentino tramite un corso/percorso a loro dedicato.
Diventare cieco è sempre stata una delle mie paure ancestrali e fin da piccolo mi sono sempre allenato a percorrere pezzi della mia casa pugliese, ad occhi chiusi.
Fare pezzi di casa ad occhi chiusi durante l’adolescenza è diventata quasi una necessità nei rientri notturni per non far rumore e non svegliare i genitori.
Nel Tango, in certi momenti è invece un vezzo, quello di chiudere gli occhi per ascoltare meglio la ballerina oppure in alcune dimostrazioni bendate, a beneficio degli allievi degli scorsi anni, per fargli comprendere di andare oltre quello che si vede.
Andare oltre quello che si vede per avvicinarsi alla vera essenza del Tango…questo è stato l’incipit di Bruna Zarini all’atto della presentazione del Corso, di Gaby, di Me e della squadra di assistenti che hanno deciso di prendere parte a questo progetto.
Il concerto parte tra le note suggestive di “Los Mareados” suonato da Cristina Bertoli al flauto, da Marco Fabbri al bandoneon e da Massimo Tagliata al pianoforte.
Volevo a questo punto ringraziare personalmente Massimo Tagliata trait d’union tra il mondo del Tango e l’Istituto Cavazza (Massimo è non vedente ed in adolescenza ha frequentato quelle stanze), nonchè fervido sostenitore dell’iniziativa, e gli altri componenti del Trio per le emozioni musicali che ci hanno regalato.
Sentire “respirare” il bandoneon di Marco Fabbri a meno di un metro dal mio corpo, vi assicuro essere un’esperienza travolgente, così come vedere le note del flauto di Cristina Bertoli prendere corpo nei suoi movimenti o palpare lo stato d’animo di Massimo Tagliata.
Avevamo deciso di ballare del loro repertorio “Mi dolor”, brano scelto per la sua linearità e per la sua durata…non avevamo voglia di fare un’esibizione, volevamo solo dare l’opportunità ai presenti (vedenti e non vedenti) di percepire per un attimo la magia che ci può essere in un ballo come questo per far risalire la musica in cattedra subito dopo.
Anche avendo annunciato una lezione di prova alla fine abbiamo deciso di evitare l’imbarazzo di provare qualcosa di nuovo davanti alla gente confluita li per i motivi più svariati, e di testare tutto Giovedì 26, nell’ambiente protetto della palestra dell’istituto.
Alla fine della serata non posso che essere piacevolmente soddisfatto della presentazione di questa nuova avventura e soprattutto dall’interesse mostrato da un gruppo di non vedenti per l’iniziativa…sono ottimista e convinto che il progetto partirà e con lui partira questa nuova sfida.
Ringrazio gli amici/che che hanno voluto esserci;
ringrazio gli amici/che, che per varie vicissitudini, non sono riusciti ad essere presenti, ma che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza;
ringrazio Bruna e Gaby che mi hanno voluto nel progetto;
ringrazio i ragazzi/e dello staff di assistenti con i quali andiamo a cominciare questa nuova avventura;
nonchè tutte le persone, a partire da Massimo Tagliata ed Egidio Sosio presidente dell’Associazione Italiana Ciechi di Bologna che hanno creduto fortemente nel progetto.
Buon Lavoro.

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