2009
02.26

L’inizio di una nuova avventura porta sempre con se l’agitazione del primo appuntamento.
Nonostante avessimo parlato ieri sera con Bruna, Gabby ed Alessandro dell’approccio didattico da dare alla lezione, vado a prendere Bruna con 45 minuti di anticipo per riconfrontarci e rifare il punto della situazione.
In momenti come questi una marea di “se” e di “ma” ti attraversano la testa;
quanti saranno;
quale sarà il loro vissuto;
saremo in grado di farci accettare;
ma soprattutto passi una marea di tempo prefigurando quelli che possano essere gli input da proporre agli allievi ed i cambiamenti di rotta di intraprendere sulla base dei loro feedback.
Sarà presente alla lezione di stasera anche Fabrizio, responsabile della Formazione per i formatori dell’Istituto Cavazza di Bologna, che vuole assistere alla lezione per trovare spunti di riflessione per il suo lavoro.
Ci approcciamo alla palestra di Via dell’Oro quando Bruna riceve la telefonata di Michele (un allievo non vedente che intende partecipare al corso, e che non essendo mai stato in palestra, non sa come arrivarci).
Giunti davanti all’ingresso, con nostra grande sorpresa, sono già presenti oltre agli altri asistenti ben otto potenziali allievi.
Iniziamo ascoltando un Tango, dopo le istruzioni di rito, e con nostra sorpresa scopriamo che nessuno di loro è fuori tempo.
La lezione scorre veloce tra il divertimento di tutti i potenziali allievi.
Superate le “nostre” diffidenze (credevamo non avessero molto piacere ad abbracciarsi e ad abbracciare altra gente….nulla di più errato), possiamo sperimentare un pò di passi e soprattutto possiamo provare a farli ballare.
Sembra che non aspettassero altro che abbracciarsi e camminare insieme.
Alla fine per festeggiare non possiamo che andare a bere del vino con Claudio, Irene e Giusy, che ci accompagnano nella strade limitrofe alla ricerca di un Bar.
Bere qualcosa insieme ci fa scoprire molte cose che non conoscevamo e che non avevamo preso in considerazione.
L’avventura è cominciata.

2009
02.25

SAVOIA HOTEL REGENCY

Via del Pilastro 2 – BOLOGNA (uscita tang. 9)

QUESTA SERATA, EVENTO D’ECCEZIONE !!

Nel Tuo Abbraccio
Mostra Fotografica di Sergio Andreozzi
Performance Audiovisiva di Sergio Andreozzi e Rosella Fioretti
(ore 23:00-durata 20′)

Viaggio fra le atmosfere più suggestive e i momenti più intensi di una Milonga bolognese, luogo dove ogni settimana il Tango argentino rinasce con i suoi colori, ritmi e tradizioni.
Ad accompagnarci, le immagini fotografiche di Sergio Andreozzi, la voce e i testi originali di Rosella Fioretti, e le musiche dei più grandi compositori ed interpreti del tango

INGRESSO: DRINK CARD 7 EURO (*)

(*) è inclusa, a scelta, una consumazione analcolica OPPURE la partecipazione alla pratica

E’ necessaria la tessera dell’ Associazione TANGUEA (gratuita)

E’ possibile usufruire di ottimo Buffet a 8 euro
(PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro il giorno prima)

INFO RISTORAZIONE: Giuliana 340-9458368

PROGRAMMA

Ore 19.00 Apertura
Ore 19.15—20.15
Pratica guidata con SIMONA GNUDI e PATRICIO LOLLI
Tema della pratica: Milonga – Livello Unico
Ore 20.15– 1.30 Milonga (DJ Chamaco)

PER ARRIVARE

Uscita tangenziale 9, direzione Granarolo, voltate alla prima a destra (Via del Pilastro). La Milonga del Savoia si trova presso il Savoia Hotel Regency (dopo 100 m sulla sinistra)

INFO E PRENOTAZIONI

Mauro 333-5278697 Michele 333-4844742

2009
02.21

Grazie alla determinazione di 2 donne eccezionali come Bruna Zarini e Gaby Mann, giungiamo a questo concerto nella sede dell’Istituto Cavazza di Bologna.
Il concerto, rigorosamente unplagged, si tiene nella cappella sconsacrata della sede del Cavazza che conserva uno splendido organo a canne che avrà almeno 2 secoli di vita.
In questa atmosfera così densa di storia e di significato, diamo inizio, grazie all’impulso di queste due donne, ad una nuova avventura.
Provare e sperimentare una nuova didattica per poter passare a soggetti ciechi o ipovedenti la nostra conoscenza del Tango Argentino tramite un corso/percorso a loro dedicato.
Diventare cieco è sempre stata una delle mie paure ancestrali e fin da piccolo mi sono sempre allenato a percorrere pezzi della mia casa pugliese, ad occhi chiusi.
Fare pezzi di casa ad occhi chiusi durante l’adolescenza è diventata quasi una necessità nei rientri notturni per non far rumore e non svegliare i genitori.
Nel Tango, in certi momenti è invece un vezzo, quello di chiudere gli occhi per ascoltare meglio la ballerina oppure in alcune dimostrazioni bendate, a beneficio degli allievi degli scorsi anni, per fargli comprendere di andare oltre quello che si vede.
Andare oltre quello che si vede per avvicinarsi alla vera essenza del Tango…questo è stato l’incipit di Bruna Zarini all’atto della presentazione del Corso, di Gaby, di Me e della squadra di assistenti che hanno deciso di prendere parte a questo progetto.
Il concerto parte tra le note suggestive di “Los Mareados” suonato da Cristina Bertoli al flauto, da Marco Fabbri al bandoneon e da Massimo Tagliata al pianoforte.
Volevo a questo punto ringraziare personalmente Massimo Tagliata trait d’union tra il mondo del Tango e l’Istituto Cavazza (Massimo è non vedente ed in adolescenza ha frequentato quelle stanze), nonchè fervido sostenitore dell’iniziativa, e gli altri componenti del Trio per le emozioni musicali che ci hanno regalato.
Sentire “respirare” il bandoneon di Marco Fabbri a meno di un metro dal mio corpo, vi assicuro essere un’esperienza travolgente, così come vedere le note del flauto di Cristina Bertoli prendere corpo nei suoi movimenti o palpare lo stato d’animo di Massimo Tagliata.
Avevamo deciso di ballare del loro repertorio “Mi dolor”, brano scelto per la sua linearità e per la sua durata…non avevamo voglia di fare un’esibizione, volevamo solo dare l’opportunità ai presenti (vedenti e non vedenti) di percepire per un attimo la magia che ci può essere in un ballo come questo per far risalire la musica in cattedra subito dopo.

Michele Mollica - Bruna Zarini  Istituto Cavazza

Michele Mollica - Bruna Zarini Istituto Cavazza


Anche avendo annunciato una lezione di prova alla fine abbiamo deciso di evitare l’imbarazzo di provare qualcosa di nuovo davanti alla gente confluita li per i motivi più svariati, e di testare tutto Giovedì 26, nell’ambiente protetto della palestra dell’istituto.
Alla fine della serata non posso che essere piacevolmente soddisfatto della presentazione di questa nuova avventura e soprattutto dall’interesse mostrato da un gruppo di non vedenti per l’iniziativa…sono ottimista e convinto che il progetto partirà e con lui partira questa nuova sfida.
Ringrazio gli amici/che che hanno voluto esserci;
ringrazio gli amici/che, che per varie vicissitudini, non sono riusciti ad essere presenti, ma che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza;
ringrazio Bruna e Gaby che mi hanno voluto nel progetto;
ringrazio i ragazzi/e dello staff di assistenti con i quali andiamo a cominciare questa nuova avventura;
nonchè tutte le persone, a partire da Massimo Tagliata ed Egidio Sosio presidente dell’Associazione Italiana Ciechi di Bologna che hanno creduto fortemente nel progetto.
Buon Lavoro.

2009
02.16
Alessandro-Paola-Gaby-Bruna-Marcello-Michele

Alessandro-Paola-Gaby-Bruna-Marcello-Michele

2009
02.15

Di ritorno dall’esperienza milanese di Danzaterapia, mi fiondo nella nostra nuova milonga del Centro Anziani Villa Torchi, dove abbiamo deciso di svolgere un’altra serata che si alternasse al Savoia e gli facesse da contraltare.
Arrivo e parcheggio la macchina a circa 500 mt. … buon segno di affluenza se i proprietari di tutte queste macchine sono dentro.
Passo dall’ingresso principale dove staziona stabilmente un simpatico gruppo di anziani intorno ad un tavolo che gioca a carte.
Mi dirigo al piano superiore condotto dalla musica che riconosco e che oramai mi è familiare.
Bella gente, tanta gente per essere una prima serata.
Incontro vecchi amici ed amiche.
Ballo con delle conoscenti e ricevo i complimenti di amici che sono giunti a gratificarci per questa nuova iniziativa.
Alla fine mi perdo le chiavi della macchina ed il cellulare per la disattenzione…che recupero subito dopo, prima della chiusura ed una bottiglia di vino di fronte alla quale fermarsi a parlare con amici ed amiche di questa nuova avventura.
L’energia è buona ed il posto sembra essere stato apprezzato.
Forse qualche modifica alle luci per rendere l’ambiente ancora più caldo ed accogliente, e soprattutto una differente gestione del bar (troppo faticoso stare li a fare la guardia per portare a casa dal cesto delle offerte misere 26 Euro su 102 persone presenti).
Buona Notte.
Lavoreremo anche per questo.

2009
02.14

So per quale motivo mi sono incamminato in questo nuovo sentiero, anche se non so affatto dove esso mi porterà.
Cercavo su internet del materiale di correlazione fra la danza e soggetti con handicap e mi sono spesso imbattuto in Danzaterapeuti che avevano sperimentato qualcosa, e molti utilizzavano il metodo di Maria Fux; giungo sul suo sito e scopro che proprio oggi iniziava questo seminario a Milano.
Mi dico:
1 – se riesco ad andare alla fonte perché accontentarti di insegnanti intermedi;
2 – probabilmente non avrò molte altre occasioni di incontrare questo che mi sembra un angelo di 87 anni considerando che è di Buenos Aires.
Allora, sveglia alle 08:30 anche se è Sabato; la lezione comincia alle 10:00 e Mauro ha deciso di accompagnarmi in bici.
Finalmente un Sabato mattina in cui sono fresco e riposato; ma d’altronde la lucidità è importante ho bisogno di studiare e di capire
Arriviamo all’Associazione Risvegli che ha sede in zona Lambrate nei pressi della stazione in uno scantinato di un palazzo.
Belle le sale tutte attrezzate con parquet.
Sistemo con la segreteria e mi vado a cambiare nello spogliatoio degli uomini…come spesso accade in questi casi siamo solo in due, io e Lele (che mi dichiara di essere li per migliorare la sua espressività corporea facendo il giocoliere nel tempo libero).
La prime tre ore di lezione volano tra varie sperimentazioni corporee che prendono spunto dalla nostra vita quotidiana (si parla di Internet e di Porte automatiche dei treni), condotte da questa splendida “bambina” di 87 anni che è Maria Fux.
Scopriamo così che ogni parola ha una sua musica ed un suo ritmo che il nostro corpo intuitivamente riconosce.
Torno a casa per pranzo sconcertato dalla tranquillità e dalla pace che mi regala una città come Milano in una giornata di sole come questa, serenità conquistata anche grazie al bel lavoro svolto.
Stento a crederci, mi ritrovo a sorridere pur essendo da solo di nuovo di fronte ad un bivio importante della mia vita.
Pranzo leggero con Yaya e Mauro per ricatapultarmi alla 15:00 per altre 3 ore di seminario che iniziano con una serie di cases-studies ripresi in video, per avere un’idea dei risultati che si possono ottenere nelle diverse tipologie di handicap, o con soggetti normodotati.
In omaggio al lavoro dei componenti dell’Associazione risvegli inserisco un video di una loro performance del 9 Febbraio 2009, in occasione dei festeggiamenti per i 30 anni di insegnamento di Maria Fux in Italia


Il video non è esaustivo del lavoro svolto ma nei gesti riconosco gli strumenti utilizzati nelle due giornate di seminario.
Torno a casa felice e senza parole avvolto dal silenzio e dalle emozioni dell’ultima sperimentazione.
Non riesco nemmeno a spiegare a Yaya il tipo di lavoro svolto e non ci proverò nemmeno in questa sede (come si fa a spiegare le emozioni ed i meccanismi che le hanno provocate…sarebbe come chiedere ad un innamorato perché ama).
Ci apprestiamo insieme a fare un giro per Milano…complesso scolastico dove Yaya insegna (bellissimo), pasta rigorosamente di pasticceria napoletana.
Poi Piazza Duomo per vedere un allestimento per la mostra del Futurismo.
Il freddo, anche se restiamo li solo i 15 minuti ad osservare il video allestimento, mi ha gelato le orecchie ed altre appendici del corpo.
É ora di fare i soliti tre giri ben auguranti sulle palle del toro della Galleria e poi a mangiare una pizza.
All’uscita della pizzeria ci regalano un cioccolatino a forma di cuore; oggi è San Valentino…auguri a tutti Voi.
Io mi vivo questo momento della vita nel miglior modo possibile…anche se questa fosse solo la quiete prima della tempesta.

2009
02.13

Dopo lavoro corro a casa per preparare la valigia.
Avevo prima appuntamento con Mauro e mentre mi dirigo verso il luogo prefissato incontro Sandro 051.
Incontrato Mauro “Chamaco”, passeggiando per Via Rizzoli, incrociamo Esclà (Claudio Busi), e mi viene in mente con non sarebbe male farli incontrare una volta alla settimana questi Musicalizadores e/o i Maestri di Tango per raccordarsi sulle iniziative per la settimana dopo (so di sognare spesso ad occhi aperti…!…).
Corro a casa.
C’è una valigia da fare ed un treno che parte in direzione Milano.
Cincischio nel chiacchericcio ed incespico nel ritrovamento di vecchi abiti che non dovevano essere nel mio armadio da tempo.
Comunque tutto è pronto.
Autobus – Autobus e sono in Stazione Centrale.
Il Frecciarossa delle 19:24 sul primo binario ha già chiuso le porte.
Peccato mi toccherà aspettare quello che parte dopo un’ora.
Tempo di prendere una Birra al Bar della Stazione di bloccarmi a pensare quale fosse il Tango ballato da Noiret con sua moglie nel film Il Postino con Massimo Troisi (scoprirò solo in serata a casa della mia amica Yaya a Milano che si tratta di Madreselva cantata da Gardel).
Il treno arriva.
All’apparenza un eurostar come tanti fino alla prima galleria quando la massa d’aria spostata dal treno mi tappa completamente le orecchie…c’è qualcosa che non va o per meglio dire che va troppo bene.
Il segreto e svelato all’altezza di Parma dove le linee dell’alta velocità costeggiano l’autostrada e dove ho l’esatta percezione che stiamo sorpassando le macchine che sono in autostrada ad una velocità incredibile, tanto che le macchine sembrano quasi ferme (nella migliore delle ipotesi stavano viaggiando almeno ai 130 km/h).
Bella la sensazione della velocità ed ancora di più bella la sensazione di essere a Milano dopo soli 65 min.
Spiegarlo ad una persona nata il secolo scorso sarebbe praticamente impossibile.
Dopo tanta velocità sono felice di essere giunto alla lentezza ed alla calda accoglienza che mi viene riservata dalla mia amica Yaya e dal suo uomo.
Cena in relax e un pò di chiacchiare a ricordare i vecchi tempi, ed a parlare di noi.
Proviamo ad organizzare la giornata di domani e scopriamo che miracolosamente il posto dove si tiene il corso di Danzaterapia di domani è vicinissimo alla loro casa; potrò andarci con la bici prestatami da Yaya.
Buona notte…arrivano messaggi di amici/che che sono in Milonga a Bologna.
Questa notte ho deciso di stare solo, sotto un tetto amico; al Tango ci penserò dopo questa nuova esperienza; chissà che non assuma un sapore diverso.