2008
06.25

…uno guida …l’altro segue.

Con un buon livello d’ascolto reciproco, questo crea un circuito virtuoso che fa crescere la danza all’interno della coppia.

Naturalmente perchè tutto funzioni nel migliore dei modi almeno una regola deve essere chiara.

…uno guida …l’altro segue…

…basta identificare con chiarezza i ruoli all’interno della coppia…

Coppia che litiga

…altrimenti si corre il rischio di essere ridicoli…

2008
06.20

Stamani in autobus la mia attenzione viene catturata da questo passaggio tratto dal libro “Nell’abbraccio del tango – Il mondo delle Milongas di Buenos Aires” di Elisabetta Muraca, gentilmente prestatomi dall’amico Turi, che mi fa piacere proporvi perchè faccia da spunto di riflessione e confronto:

Onde

“…perchè il tango piace tanto…
Questa è la domanda che qualche anno fa, in occasione della presentazione di un suo libro, mi rivolse l’amico Rafael Flores. Che cosa rispondere a uno dei più apprezzati studiosi del fenomeno-tango senza cadere nella banalità? Qualunque risposta “a caldo” tentassi di dare, mi ritornava indietro, accompagnata dal suo sorriso ironico “…non solo, cara Elisabetta, non solo…”. Non ho mai saputo quale fosse la “sua” risposta, ma confesso che la domanda per molto tempo ha occupato i miei momenti di riflessione tanguera, eccone alcuni:

Il tango-danza piace perchè:
non mente, si balla per ciò che si è,
si liberano endorfine,
occupa il tempo libero,
si incontrano gli amici,
c’è un abbraccio “gratis”,
si comunica senza la fatica di parlare,
la donna esercita la sua sensualità e
l’uomo la responsabilità di guidare,
la coppia gioca a…”vediamo se mi capisci”,
evoca fantasie di seduzione,
di protagonismo,
di fama,
d’applausi,
d’intimità,
di possesso,
di sottomissione…

Il tango-canzone piace perchè:

le sue parole talvolta fanno sorridere,
talvolta rispecchiano drammi esistenziali,
ripercorrono luoghi vissuti,
evocano odori e suoni di una città meravigliosa,
descrivono tradimenti,
amori impossibili,
perdite e distacchi,
sogni infranti,
incontri appassionati.

La sua musica, da quella delle origini alla più recente, compreso il tango elettronico,

ci fa vibrare di nostalgia,
ci dona suoni struggenti e melanconici,
ci fa piangere,
ci fa gioire,
ci mette in contatto col nostro mondo interno.

Sono certa che quest’elenco potrebbe allungarsi all’infinito, ciascuno di noi avrebbe una “sua” risposta, dettata dalla propria esperienza.
Il ballerino amatoriale potrebbe chiedersi : ” Che cosa provo, quando ballo un buon tango? Di che cosa sono consapevole? Che cosa sento nel corpo? Che espressione ha il mio viso? Quali pensieri mi attraversano? Che sensazione mi rimane quando la musica finisce?”.
Talvolta questa magnifica possibilità di “sentirsi” e di “conoscersi” attraverso il tango è offuscata da ben altri pensieri, per esempio : “Che cosa penserà il/la partner del mio ballo? Sarò capace? Chi mi starà guardando? E se sbaglio? Avrei potuto fare meglio, mi sono dimenticato/a l’ultimo passo imparato…”
Tutto ciò ci allontana dall’esperienza immediata, quella possibile soltanto nel “qui ed ora”. Questi pensieri e preoccupazioni ci lasciano, invece, un senso di frustrazione e di disagio, uno sconforto profondo legato al continuo e malsano confronto che spesso facciamo con la nostra “immagine ideale”, cioè con chi vorremmo essere piuttosto che con chi siamo veramente.
Se c’è comunicazione fra i corpi, disponibilità a conoscere e farsi coinvolgere dallo stile del/della partner, se c’è il desiderio di trascorrere un buon momento (quantomeno per la durata di una tanda), allora il tango può diventare quell’unica “droga sana” che ci massaggi l’anima.
Sarà per questo che il tango piace tanto?”.

Queste le parole dell’autrice….

…ed a voi perchè il tango piace tanto?

P.s. : Spero che vogliate arricchire di commenti i due articoli “cosa vi piace e cosa non vi piace del tango”, in maniera tale da avere le “nostre” risposte.

P.s. 2 : Per chi passa di qui solo occasionalmente lascio l’invito ad iscriversi per poter scrivere un commento, un articolo, o lasciare indicazioni sulla struttura del blog.

Un abbraccio…”gratis”…come sempre.

2008
06.16

Onda su onda.

Onde

Ieri sera al Baraccano mi accingo a passare un pò di tempo in milonga, come spesso avviene e come spesso avviene mi fermo a guardare la pista da lontano.
Ho sempre avuto questa innata curiosità di osservare le cose più disparate.
Da piccolo, ad esempio, mi perdevo per ore a guadare le luci dell’equalizzatore del mio stereo andare su e giù sollecitate dalle varie note musicali, registrando nella mia memoria quelle evoluzioni tra picchi e discese.
Volendolo rappresentare quelle evoluzioni non potevano che essere delle onde costruite dai punti limite dei diversi momenti di ascesa e discesa.
Ieri, così come tante altre volte, ho guardato la milonga da lontano nella speranza di vedere comporre quelle forme sinusoidali costruite da un insieme ordinato di coppie che si muovessero come punti limite di ogni onda…ma non sempre si riesce a trovare quell’onda che segua armoniosamente il precedere/procedere delle note musicali.
Per esempio ieri al Baraccano ho avuto l’impressione che ci si trovasse di fronte ad uno stagno colpito dalla pioggia…qualche improvviso picco quà e là provocato dalla pioggia che cade dall’alto, quasi metaforicamente a rappresentare quell’insieme di passi riusciti, frutto più di “conoscenza didattica” che quindi arriva dall’alto, piuttosto che di esperienza personale e sperimentazione.

Onda su onda, esperienza e sperimentazione si sovrappongono e danno vita al nostro vissuto… a quello che ci appartiene.
E’ così che vivrete di giorno in giorno la genesi del “vostro” Tango.

2008
06.11

Sacadas: entrata a gamba tesa fra le gambe della donna, quasi a farcela salire cavalcioni; Marco Materazzi impallidirebbe!!!!

2008
06.11

Scoprire con la coda dell’occhio un leggero sorriso sulle labbra di colei che mi accompagna in questa tranquilla “passeggiata”…

2008
06.06

Imola in Musica

ImolaInMusica

Imola in Musica

2008
06.01

Seconda serata del Tango Festival.
Oggi siamo stati al mare per prendere un pò di sole. Michele ha fatto il suo primo bagno della stagione, mentre io sono rimasta sul telo.
Ci spostiamo al lido che ha un nome che è tutto un programma “Baia Fetente”.
La “focaccia alla barese” ripiena che ci servono per contro è molto buona (sarà per fame, sarà per il mare…ma è proprio buona).
Nel pomeriggio ci attende una sola lezione con Veronique e Thierry.
Oggi è la nostra giornata di riposo, in cui abbiamo deciso di goderci il mare e di fare un giro in centro a Bari.
Il programma per la serata prevede di mangiare qualcosa sul lungomare…ci arriviamo con una fame da lupi.

Ma le sorprese sono sempre in agguato quando meno te lo aspetti.
Dopo aver peregrinato un pò tra vari locali, ne scegliamo uno, il cui nome ho completamente rimosso

Una pizza schifosissima preludio della serata, al Cafè del Mar dove nemmeno Tacchetto mi invita???