2007
03.31

Esilio del Tango

Correre, correre, sempre di fretta.

Appena entrato in casa ho appena il tempo di recuperare le chiavi dell’auto.
Questa sera direzione Porretta Terme.

Fortunatamente, niente corsi, niete Milonga…ad attenderci c’è uno spettacolo sponsorizzato da un amico del settore cultura del Comune di Bologna.

Ci delizieranno la serata “Ensemble Madreselva”, composta da
- Matteo Belli alla voce recitante;
- Miguel Angel Fabio Curti al canto;
- Giambattista Giocoli al clarinetto e clarinetto basso;
- Andrea Rebaudengo al pianoforte.

E’ lo stesso maestro Andrea Rebaudengo che ha effettuato gli arrangiamenti musicali dello spettacolo costituito da sequenza di brani musicali intervallati dalla voce recitante di Matteo Belli che ci propone la lettura di brani di Juan Gelman
(Sotto la pioggia altrui tratto da Interrupciones 2 e Lettera aperta a mio nipote), di Julio Cortazar (Gli Amici), di Mario Benedetti (Voglio credere che sto tornado, tratto da Geografias) nonchè la lettura del testo di Volver intramontabile Letras di Alfredo Le Pera.

Il tempo sembra quasi sospeso nell’alternanza di brani musicali pieni di carica vitale che il Maestro Andrea Rebaudengo riesce ad imprimere ad alcune sue composizioni (Audible noise e Tango dello Stretto) e gli arrangiamenti di brani famosi quali El Dia Que Me Quieras, Tomo y Obligo, Mi Buenos Aires Querido e intelligenti perlustrazioni quali Tango per pianoforte solo di I. Stravinskij, e lettura che riportano la memoria agli anni orribili della guerra sporca in Argentina, ed alla sofferenza del popolo.

Il nostro cuore viene però praticamente fatto ostaggio dal canto di Miguel Angel Fabio Curti, dulce pacharo cantor, che sta sul palco come se qualcuno l’avesse rapido ai suoi impegni lavorativi quotidiani, gli avesse piazzato addosso l’abito buono della Domenica e lanciato sul palcoscenico.

Questo mix di semplicità e dolcezza, cela una voce melodica dalla timbrica delicata e dolce.

Alla fine la nostra serata cominciata così di fretta, finisce lentamente con la serenità d’animo di chi ha compreso qualcosa in più, ed ha avuto modo di apprezzare il lavoro di artisti che hanno saputo condurci, con delicatezza verso i sentieri aspri di uno dei periodi più bui dell’ultimo secolo dell’Argentina.

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