Corina de la Rosa y Julio Balmaceda

9 Luglio 2008

Girovagando in rete ho trovato questo divertente corto metraggio dal sapore “noir” interpretato dalla coppia di ballerini, a mio avviso, più simpatici nel panorama del tango mondiale.

A voi i commenti…
… io ritengo che sia fondamentale a volte non prendersi troppo sul serio.

Ballando ballando…

3 Luglio 2008

Questione di ruoli…

25 Giugno 2008

…uno guida …l’altro segue.

Con un buon livello d’ascolto reciproco, questo crea un circuito virtuoso che fa crescere la danza all’interno della coppia.

Naturalmente perchè tutto funzioni nel migliore dei modi almeno una regola deve essere chiara.

…uno guida …l’altro segue…

…basta identificare con chiarezza i ruoli all’interno della coppia…

Coppia che litiga

…se non si corre il rischio di diventare ridicoli…

…perchè il tango piace tanto…

20 Giugno 2008

Stamani in autobus la mia attenzione viene catturata da questo passaggio tratto dal libro “Nell’abbraccio del tango - Il mondo delle Milongas di Buenos Aires” di Elisabetta Muraca, gentilmente prestatomi dall’amico Turi, che mi fa piacere proporvi perchè faccia da spunto di riflessione e confronto:

Onde

“…perchè il tango piace tanto…
Questa è la domanda che qualche anno fa, in occasione della presentazione di un suo libro, mi rivolse l’amico Rafael Flores. Che cosa rispondere a uno dei più apprezzati studiosi del fenomeno-tango senza cadere nella banalità? Qualunque risposta “a caldo” tentassi di dare, mi ritornava indietro, accompagnata dal suo sorriso ironico “…non solo, cara Elisabetta, non solo…”. Non ho mai saputo quale fosse la “sua” risposta, ma confesso che la domanda per molto tempo ha occupato i miei momenti di riflessione tanguera, eccone alcuni:

Il tango-danza piace perchè:
non mente, si balla per ciò che si è,
si liberano endorfine,
occupa il tempo libero,
si incontrano gli amici,
c’è un abbraccio “gratis”,
si comunica senza la fatica di parlare,
la donna esercita la sua sensualità e
l’uomo la responsabilità di guidare,
la coppia gioca a…”vediamo se mi capisci”,
evoca fantasie di seduzione,
di protagonismo,
di fama,
d’applausi,
d’intimità,
di possesso,
di sottomissione…

Il tango-canzone piace perchè:

le sue parole talvolta fanno sorridere,
talvolta rispecchiano drammi esistenziali,
ripercorrono luoghi vissuti,
evocano odori e suoni di una città meravigliosa,
descrivono tradimenti,
amori impossibili,
perdite e distacchi,
sogni infranti,
incontri appassionati.

La sua musica, da quella delle origini alla più recente, compreso il tango elettronico,

ci fa vibrare di nostalgia,
ci dona suoni struggenti e melanconici,
ci fa piangere,
ci fa gioire,
ci mette in contatto col nostro mondo interno.

Sono certa che quest’elenco potrebbe allungarsi all’infinito, ciascuno di noi avrebbe una “sua” risposta, dettata dalla propria esperienza.
Il ballerino amatoriale potrebbe chiedersi : ” Che cosa provo, quando ballo un buon tango? Di che cosa sono consapevole? Che cosa sento nel corpo? Che espressione ha il mio viso? Quali pensieri mi attraversano? Che sensazione mi rimane quando la musica finisce?”.
Talvolta questa magnifica possibilità di “sentirsi” e di “conoscersi” attraverso il tango è offuscata da ben altri pensieri, per esempio : “Che cosa penserà il/la partner del mio ballo? Sarò capace? Chi mi starà guardando? E se sbaglio? Avrei potuto fare meglio, mi sono dimenticato/a l’ultimo passo imparato…”
Tutto ciò ci allontana dall’esperienza immediata, quella possibile soltanto nel “qui ed ora”. Questi pensieri e preoccupazioni ci lasciano, invece, un senso di frustrazione e di disagio, uno sconforto profondo legato al continuo e malsano confronto che spesso facciamo con la nostra “immagine ideale”, cioè con chi vorremmo essere piuttosto che con chi siamo veramente.
Se c’è comunicazione fra i corpi, disponibilità a conoscere e farsi coinvolgere dallo stile del/della partner, se c’è il desiderio di trascorrere un buon momento (quantomeno per la durata di una tanda), allora il tango può diventare quell’unica “droga sana” che ci massaggi l’anima.
Sarà per questo che il tango piace tanto?”.

Queste le parole dell’autrice….

…ed a voi perchè il tango piace tanto?

P.s. : Spero che vogliate arricchire di commenti i due articoli “cosa vi piace e cosa non vi piace del tango”, in maniera tale da avere le “nostre” risposte.

P.s. 2 : Per chi passa di qui solo occasionalmente lascio l’invito ad iscriversi per poter scrivere un commento, un articolo, o lasciare indicazioni sulla struttura del blog.

Un abbraccio…”gratis”…come sempre.

Onda su onda.

16 Giugno 2008

Onde

Ieri sera al Baraccano mi accingo a passare un pò di tempo in milonga, come spesso avviene e come spesso avviene mi fermo a guardare la pista da lontano.
Ho sempre avuto questa innata curiosità di osservare le cose più disparate.
Da piccolo, ad esempio, mi perdevo per ore a guadare le luci dell’equalizzatore del mio stereo andare su e giù sollecitate dalle varie note musicali, registrando nella mia memoria quelle evoluzioni tra picchi e discese.
Volendolo rappresentare quelle evoluzioni non potevano che essere delle onde costruite dai punti limite dei diversi momenti di ascesa e discesa.
Ieri, così come tante altre volte, ho guardato la milonga da lontano nella speranza di vedere comporre quelle forme sinusoidali costruite da un insieme ordinato di coppie che si muovessero come punti limite di ogni onda…ma non sempre si riesce a trovare quell’onda che segua armoniosamente il precedere/procedere delle note musicali.
Per sempio ieri al Baraccano ho avuto l’impressione che ci si trovasse di fronte ad uno stagno colpito dalla pioggia…qualche improvviso picco quà e là provocato dalla pioggia che cade dall’alto, quasi metaforicamente a rappresentare quell’insieme di passi riusciti, frutto più di “conoscenza didattica” che quindi arriva dall’alto, piuttosto che di esperienza personale e sperimentazione.

Onda su onda, esperienza e sperimentazione si sovrappongono e danno vita al nostro vissuto… a quello che ci appartiene.
E’ così che vivrete di giorno in giorno la genesi del “vostro” Tango.

Cose che non mi ( e non vi ) piacciono

11 Giugno 2008

Sacadas: entrata a gamba tesa fra le gambe della donna, quasi a farcela salire cavalcioni; Marco Materazzi impallidirebbe!!!!

Cose che mi ( e vi ) piacciono

11 Giugno 2008

Scoprire con la coda dell’occhio un leggero sorriso sulle labbra di colei che mi accompagna in questa tranquilla “passeggiata”…

Apulia Tango Festival - Release 1.0

31 Maggio 2008

Ponte lungo, con Thierry Le Coq e Veronique Bouscasse di nuovo in Italia per l’Apulia Tango Festival, prima edizione.

Non potevamo perdere l’occasione di seguire le nostre guide nell’ennesima avventura taniguera.

Dopo le prime due lezioni affrontate su Milonga e Vals, ceniamo nell’accogliente struttura che ospita la manifestazione per prepararci alla serata ed alle esibizioni.

Biglietto d’ingresso 15 euro con un ospite d’eccezione alla consolle, Damian Boggio, che sembra essere molto a suo agio in terra di Puglia.

La serata scorre (si fa per dire) sul pavimento della milonga organizzata in una sala dell’albergo, anche se il pavimento originario (gres) viene ricoperto con un meno scivoloso linoleum (senza senso a nostro avviso, considerando la gran fatica che devono fare le caviglie).

Balliamo insieme, nessun invito extra, e con piacere ritroviamo a latitudini così lontane conoscenti dell’area bolognese come Giovanni Begotti (di origine leccese) e Samantha Cornacchione (anche lei pugliese, come me, della provincia di Foggia). Sembra quasi un raduno improvvisato.

Samantha ci confessa(essendo trasferita in terra di Puglia recentemente) che non le piace affatto l’approccio dei ballerini pugliesi, poco attenti alle regole della milonga, soprattutto negli inviti.

Visto che non succede nulla aspettiamo impazienti le esibizioni.

01:00 - Nulla

01:30 - Nulla

01:45 - Si comincia (potevamo cominciare il giorno dopo, visto che c’eravamo)

Finalmente vediamo ballare la giovane coppia Octavio Fernandez e Carla Espinoza, accreditati del IV posto al Campenoato Mundial de la Cita de Buenos Aires, e campioni di Milonga nella stessa competizione.

Belli, puliti eleganti, senza strafare.

Poi tocca a Thierry e Veronique, la coppia per la quale siamo giunti  a Bari.

Belli ed entusiasmanti, come al solito, nella Milonga e molto belli anche nel Vals, anche se non aveva molta energia il brano  che hanno scelto, suonato con strumenti non proprio tradizionalmente tangueri.

Poi tocca al Maestro Ricardo Viqueria che si esibisce con la padrona di casa ed organizzatrice dell’evento Nicla Zonno.

Alla fine tocca a El Flaco Dani e Silvina Valz, che prima di esordire con la loro esibizione ricordano Carlos Gavito per lo spirito puramente milonguero che consente a loro di essere, questa sera sul palco.

Alla fine ballo comune di tutte le coppie e abbracci e baci di congratulazioni reciproche.

Violeterea non è in gran forma, causa una caviglia in disordine, quindi decide di andare a letto…io resto un pò a ballare, o meglio farei a scrivere guardare.

Il livello di ballo e la posizione non mi consentono di individuare potenziali ballerine da invitare.

Proviamo con la vicina di sedia…ma non può…si è appena cambiata le scarpe ( se non fosse che 2 secondi dopo è in pista a ballare con un altro ballerino).

Miro una ballerina poco distante su una tanda di milonga, che mi ricorda tantissimo la mia cara amica Yaya, ma le mi guarda è con sguardo dispiaciuto mi fa capire, leggendo il labiale, che è una milonga e quindi non se la sente (oggi mi spiegherà, nella hall dell’albergo, che ha cominciato da poco e ballare e l’argomento milonga è ancora tutto da scoprire).

Beh forse è meglio volgere lo sguardo lontano e puntare più in alto…al tavolo dei maestri (d’altronde li ho visti ballare tutta la serata con persone diverse).

Veronique non c’è, la giovane Carla Espinoza neanche…cacchio Silvina Valz, praticamente un’istituzione.

Mi avvicino al tavolo con fare circospetto, invito…

El Flaco Dani mi dice che vista l’ora ci vogliono 50 euro se voglio ballare, per sdrammatizzare chiedo se pago a lei o a lui il cachet.

Balliamo (anche se non abbiamo avuto un approccio dei migliori).

Reputo una conquista per me fare in maniera tale che la ballerina stia comoda tra le mie braccia da togliere sempre più centimetri tra di noi.

Con Silvina il percorso si sviluppa al contrario…Milonguero…Salon…Nuevo???!!!???

O io puzzo ( e ci starebbe anche vista l’ora) o non le piace proprio ballare con me o ho invitato la persona sbagliata nella tanda sbagliata…sapete che c’è; sono quasi le 4 del mattino per questa notte ho dato già abbastanza…

…i Maestri hanno visto un bel viaggio, e se ne tirano un altro ancora più bello…

…alberghi pagati, ristoranti pagati, serate gratis, e se inviti qualcuna a ballare ti vogliono 50 euro…che tra l’altro sarebbero stati tra quelli peggio spesi in tutta la mia vita…si fa un gran parlare dello spirito milonguero di Gavito e poi si mercifica quello stesso spirito e si da un prezzo a una tanda…

…ma andate un pò a fare in …. …

Grazie…

28 Maggio 2008

Si è concluso il nostro ciclo di lezioni.

Giunge anche quest’anno il momento di dedicarci alle nostre passioni:
il nostro orto in montagna, le nostre serate in giro per le milonghe estive, il cinema all’aperto in Piazza Maggiore, qualche festival di Tango in giro per l’Europa, qualche spettacolo teatrale da preparare, qualche esibizione in giro per la penisola italica.

Il cuore è gonfio di emozione e di soddisfazione per essere riusciti anche quest’anno nell’impresa di iniziare un nuovo corso, con dei nuovi allievi, in una nuova location e portarvi fino alla fine del nostro laboratorio.

Alla fine della lezione abbiamo provato a fare un riassunto di tutto il lavoro svolto in questi 8 mesi, rendendoci conto di avervi fornito, senza risparmiarci, un notevole numero di chiavi da portare con Voi nel Vostro zainetto delle conoscenze.

Una ultima raccomandazione: non abbiate fretta e fate si che il Vostro corpo metabolizzi (facendole sue) tutte queste informazioni, con il costante esercizio praticato quotidianamente, per poi mollare tutto per mesi e tornare con passione a provare tutti i giorni, proprio come fareste con un amante.

Questo è anche il momento dei ringraziamenti.
Ringraziamenti a quanti, anche solo per un periodo, si sono avvicinati alle attività dell’Associazione.
Ringraziamenti a quanti hanno reso possibile questo corso.
Ringraziamenti agli amici come Salvatore che ci hanno aiutato nei momenti di bisogno, offrendoci il loro valido supporto.
Ringraziamenti a Mauro e Loretta per averci sostituito durante il nostro stage a Parigi, ed i nostri periodi di immancabile convalescenza.

Penso cha la foto più bella del gruppo di questo anno sia stata scattata dalla fotocamera di Enrico ieri sera; un gruppo di amici che mai stanchi di ballare, prolungano la lezione, in una improvvisata quanto originalissima mini-milonga all’aperto del Parco Lunetta Gamberini.

Lo spirito è quello giusto…
…ci piacerebbe continuare così…

Premio “Borracho” 2008

26 Maggio 2008

Che splendida iniziativa quella dei gestori del Caffè Maxim di ieri sera.

A chiunque consumasse almeno 3 calici di vino, regalavano una bottiglia a scelta.

Superfluo dirvi che mi sono visto omaggiare, a fine serata, di una bottiglia di Greco di Tufo, non perchè io sia noto tra i circoli di “alcolisti anonimi”, ma perchè ho passato buona parte della serata a guardare (come da insegnamento di Gavito) quello che non si deve fare, per buttarmi, armato di scarponi ai piedi, con più consapevolezza nel ballo.

Naturalmente il gradevolissimo Tango-Gossip effettuato al tavolo, in compagnia di Salvatore, non poteva che essere “annaffiato” da un buon vino.

Il Maxim ha dei gestori carinissimi, putroppo “Faltan los mejores” come direbbe Felix Picherna.

Infatti non riesco a comprendere, come mai, a parte ballerini come Salvatore, che è onnipresente e vive la milonga con il piacere di ballare, in giro nelle milonga si vedano sempre le stesse facce mediocri.

Antonio il piacione, l’Olandese Volante o Lorenzo Tuttiballi non mancano mai un appuntamento.
Se questo, da un lato giustifica la cronica carenza di brave ballerine (se ballano con questi soggetti le ballerine a Bologna non possono che restare delle ballerine meno che mediocri), dall’altro non giustifica la cronica assenza di bravi ballerini o la malsana abitudine di questi ultimi (che ammetto essere anche la mia) di ballare solo con ballerine “di livello”.

Purtroppo non posso esimermi da porre una domanda alle donne;
sarà pur vero che fare la “calza” seduta ai bordi della pista da ballo a volte può risultare poco piacevole, ma non può essere più gratificante che ballare con gente mediocre ?

Come diceva Enrico nel suo articolo sulle Donne, tutto gira intorno a voi.
Penso che sia giunto il momento di inziare una stagione di pulizia…semplicemente non scegliendo.
Perchè non è sempre vero che “piuttosto che niente sia meglio…piuttosto”.

Borracho