2010
09.01

Il prossimo sabato 04 Settembre 2010 saremo ospiti a Torri di Mezzano presso la sede di  Antenna italiana nel mondo.

Porteremo il nostro piccolo contributo ad una serata-evento che vede la contestuale partecipazione della pittrice ravennate Rita Bertozzi, con una sua performance dal vivo, del gruppo musicale AlessioCreatura “Di tutti e nessuno band” e la partecipazione straordinaria dell’attore Danilo De Summa che interpreterà brani tratti da “Il Cattivo” opera di Michele Santeramo.

L’evento rientra nel ciclo di Antenna Italiana nel Mondo che parla di migrazioni e migranti.

Come sempre buon cibo, bella compagnia e nuovi ponti da costruire, gli ingredienti base della serata.

Fate un salto…non ve ne pentirete.


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2010
09.02

Roberto Volta è pittore, disegnatore, scultore e ceramista, nato nel 1946 nella provincia di Cordoba, (Argentina)

Dal 1968  vive a BsAs, dove lavora , studia, insegna, espone, ricevendo numerosi riconoscimenti, soprattutto dovuti alla sua continua ricerca artistica basata su un design raffinato e una profonda conoscenza dell’anatomia umana   Dal 1977 insegna a bambini e adulti  disegno e pittura nel suo studio. Le sue opere sono in collezioni private in Argentina, Brasile, Olanda, Francia, Svezia, USA, Italia, Svizzera, Germania, Perù, ecc.

Lo si sente impegnato con le sue radici: Argentina, America Latina tutta, la prova è nel suo opere giovanili in cui si rileva una forte ispirazione dagli insegnanti messicani come Orozco, Siqueiros e Rivera. In tutta la sua creazione è presente lirismo sensualità e estetismo

Apprezzata e notevole è la sua produzione artistica in generale, ma noi vogliamo limitarci qui al suo modo di rappresentare il mondo del tango, orientato in sue direzioni : Tango Tradizionale e Tango onirico

La sua idea del tango e dei suoi legami con la pittura, il suo modo di dipingere li trovate esplicitati da Volta stesso nel videoTinta roja- L’arte plastica e il tango”

Tango in trasparence di Roberto Volta

Transparencia tanguera - Roberto Volta

Oggi  ci occupiamo della  serie tradizionale coi suoi personaggi che animano il mondo del tango: dai fuorilegge, alle coppie, alle cose che  rappresentano l’essenza di questo mondo

Farolito plateado di Roberto Volta

Silver street lamp - Roberto Volta

Per quanto riguarda il Tango onirico, vi invito fin da ora, prossimamente su queste pagine, ad un nuovo  appuntamento con Roberto Volta

2010
08.31

Se in generale si dice ” It takes two to tango”

Se bisogna essere in due per ballare il tango, anche per suggerirci un “Vedo Tango” è necessario  che qualche cosa si presenti in coppia ?

Chissà!

scarpe rosseE’ vero che  fra gli emblemi  del tango ci sono le scarpe, che sono ovviamente due e queste sono classicamente  rosse, a tacco alto, perché formino un cuoreguanti

Allora  perché non anche i guanti ? Anche questi si acquistano a paia, come le scarpe

E dovrebbero esserci anche gli orecchini,

orecchini sono già in coppia, a meno che non se ne perda uno o che la moda corrente non detti diversamente (questi poi hanno anche una rosa rossa!!!!!)

E anche la natura ha qualche “coppia” da suggerirci

coppia di ciliegie

Ma da flora e fauna si può arrivare  al  “vedo tango” non solo per l’essere in coppia , ma anche  per altre ragioni, per altri simboli

Ad esempio,  all’essere abbracciati, in una sorta di dolce, tenera danza “animale”

abbraccio

un abbraccio in natura o un abbraccio “vegetale”,

dove questo abbraccio evoca un riferimento a radici solide e profonde, simbolo della vita, in continuo sviluppo.

Se cresciuto con cura può dare solo buoni frutti…

Allora  “It takes two to tango “ assume un significato più ampio , profondo e suggestivo

Si può infatti “Vedere tango” ovunque, anche attraverso emozioni e simboli contraddittori, capaci comunque di  evocare  questa danza  e ciò che rappresenta per chi sta vedendo quell’immagine, in modo particolare e forse unico.

Su “Vedo Tango”  torneremo, è una promessa, anzi una minaccia!

2010
08.30

Alcune emozioni non cambiano nel corso del tempo.

Già il teatro avrebbe dovuto insegnarmi questo, ma la vita riesce sempre a stupirmi ogni volta.

Prima della lezione al Rio Grande lo scorso Venerdì 27 agosto, una certa inquietudine si è fatta largo nel mio animo.

Inquietudine dettata da alcune domande.

Chi ci sarà; quale sarà il livello; ma soprattutto saremo in grado di trasferire la nostra “conoscenza” ai partecipanti.

Essere dei perfetti sconosciuti (era la prima esperienza didattica in un posto che frequentiamo con Cristina da diverso tempo solo come ballerini) se da un lato può stimolare la curiosità, aumenta le attese da parte dei partecipanti.

Poi, come sempre accade, parte la musica, si fa un ballo di riscaldamento e si inizia a partire a braccio sulla base del materiale umano che si ha a disposizione.

Dopo la prima risata (come in una commedia teatrale), si rilassano gli animi e tutto inizia a scorrere liscio come l’olio.

L’argomento della Milonga, ostico per molti ballerini, cerchiamo di alleggerirlo ed esemplificarlo partendo da alcune proposte di movimento che sembrano essere interiorizzate da buona parte dei partecipanti.

L’unione con “mi cumpadrita romagnola” funziona alla grande e le sue indicazioni del “femminile” della danza sono sempre apprezzate, ma soprattutto mi forniscono nuove chiavi di lettura e nuove opportunità di sviluppo.

Alla fine ci devono fermare, altrimenti saremmo andati avanti a divertirci.

Tanti sorrisi e tante pacche sulla spalla di approvazione.

Forse i partecipanti hanno trovato nel loro corpo, grazie alle nostre indicazioni, le risposte che cercavamo; forse si sono semplicemente divertiti; forse hanno avuto modo di conoscerci meglio, dopo averci visto ballare in diverse occasioni.

L’animo è sereno.

Sicuramente ritorneremo al Rio-Grande, impegni permettendo, ad incontrare forse ancora più gente (ad esempio gli amici che hanno saputo in ritardo della pratica e non hanno fatto in tempo ad organizzarsi), sicuramente sarà sempre come la prima volta.

2010
08.28

tango alla finestra

…..   e c’è anche chi il tango lo guarda dall’esterno :  guarda  un Tango per la strada

2010
08.27
ballerini per strada

una danza poco ...fluida

Tango!!!!

Il solo menzionare questa danza argentina  evoca per molte persone  immagini di uomini coi capelli impomatati e donne  in abiti attillati e con una rosa fra i denti

A una coppia di ballerini di tango è dedicata  questa statua  in San Telmo -  Buenos Aires

L’autore li ha rappresentati un po’ rigidi, ingessati, nessuna flessuosità e leggerezza

Anche questo è tango

2010
08.26

Fabian Perez è nato a Buenos Aires nel 1967, a 22 anni lascia l’Argentina per trasferirsi a Venezia dove abita per 7 anni, successivamente si reca in Giappone dove vive un anno, quindi si trasferisce a Los Angeles  Dai suoi viaggi ha tratto ispirazione per le sue opere, che realizza prevalentemente in acrilico perché asciuga rapidamente e gli consente di seguire l’istinto

Tango V - Fabian Perez

Study for Tango V - Fabian Perez

Molti di noi conoscono più o meno indirettamente i suoi lavori, anche perché vengono spesso usati da associazioni, maestri, ecc. come sfondo per locandine, manifesti e altro

Effettivamente sono di gran effetto, ma proprio perché troppo visti e troppo oleografici non riscuotono le mie simpatie

Tanguero - Fabian Perez

Whiskey at Las Brujas - Fabian Perez

Preferisco i suoi personaggi , quelli di cui puoi immaginare una storia.

Cinzia - Fabian Perez

Cynzia at las brujas - Babian Perez

Un uomo , una donna, seduti davanti ad un  bicchiere,  rilassati, lui sta per fumare, lei è pensierosa , di entrambi puoi immaginare i pensieri…

Studio - Fabian Perez

Study for smoking under the light- Fabian Perez

Come pure preferisco i suoi studi in bianco e nero

La produzione complessiva è in ogni caso vasta e ricca di suggestioni, indubbiamente interessante, da vedere