2010
03.11

la colonna spezzata - Frida Kahlo
la colonna spezzata – Frida Kahlo

In omaggio al Video dello scorso Venerdì, quale  artista di questa settimana, vogliamo poporre   Frida Kahlo, pittrice messicana, il cui nome completo era Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón (1907 – 1954)

Il film di Julie Taymor , da cui il video è tratto,  lascia  in ombra la sua arte ,  ma proprio  questa mancanza  ha  il merito di incuriosire e spingere a volerne sapere di più .

” Chi era veramente Frida Kahlo?”

La risposta ce la danno i suoi quadri:  è un’artista e le sue opere sono l’espressione di come sente e vive la vita raffigurandone  gli aspetti più dolorosi e drammatici  ( il maggiore dei quali fu il grave incidente di cui rimase vittima nel 1925 mentre viaggiava su un autobus e i cui  postumi  la sottoposero  a  più di  trenta interventi chirurgici che condizioneranno  la sua salute ; ma non la sua tensione morale e il suo impegno politico)

Nel 1938 venne in contatto col movimento Surrealista,  conobbe André Breton e frequentò Marcel Dunchamp, Kandinskj, Tanguy, Mirò e Picasso  Del suo  successo  lei stessa ci dice : “Sì, è vero, grazie al surrealismo ho avuto modo di frequentare ambienti artistici dai quali altrimenti sarei stata esclusa , ma non ho mai pensato di essere una pittrice con la volontà di fare della pittura surrealista. Ho sempre dipinto la mia quotidiana realtà di sofferenza e anche i miei quadri più strani non sono nient’altro che la fedele cronaca della mia vita. Nient’altro che questo”.( Frida Kahlo, Time Magazine, “Mexican Autobiography”)

Se Frida sa  cogliere l’occasione di difendere il suo popolo attraverso gli autoritratti, facendovi confluire quel folclore messicano e quell’autobiografismo utopico che li rende originali ,  è  comunque il  rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato a caratterizzare  uno degli aspetti fondamentali della sua arte

In questo senso, l’autoritratto  che vi mostriamo: “La colonna spezzata” del 1944, è l’opera più emblematica

In esso Frida si mostra in piedi su un fondale desertico, il viso serio e intenso, guarda senza vedere oltre l’osservatore che invece è chiamato a guardare dentro di lei .  Si mostra nuda come un’impalcatura, una struttura architettonica in restauro ,  trafitta di chiodi, non con un corpo vivo

Frida Kahlo
Per non tornare mai più – Frida Kahlo

Un esempio,  fra i tanti possibili, di come  la crudeltà che talvolta caratterizza inevitabilmente la vita abbia prodotto non una personalità fragile ma una grande artista, una poetessa della rabbia e e del dolore.

Sofferenza e  dolore  affrontati con coraggio ed associati a  incontenibile “alegría” e ironia che le fanno scrivere  nel suo diario personale, frasi di  sconforto come: “attendo la mia dipartita…e spero di non tornare mai più” accanto ad altre di  grande  forza d’animo: “piedi, a cosa mi servono se ho ali per volare?”.

Chi vive o ha vissuto la sofferenza può comprendere a pieno questa artista,  che, nonostante e al di là del dolore provato,  nell’ultimo dipinto lascia  questo  suo messaggio d’addio:

“VIVA LA VIDA”

2010
03.10

Come vi preannunciavo 3 giorni fa succedono cose strane nel mondo del Tango, a Bologna, ma anche nei dintorni.

Anche questa volta sarò costretto a mutuare linguaggi diversi dal Tango.

Oggi piuttosto che di divulgazione scientifica, vi parlerò di Diritto bellico internazionale.

Dopo un pò di ricerche sono giunto a questa pagina di wikipedia che propone una figura interessante di combattente, dai quali ho estratto questo brano caratterizzante :

“Un mercenario è un militare (uomo o donna) che a scopo di lucro compie azioni militari per conto di un privato, una società o di uno stato, secondo un contratto prestabilito ed accettato consensualmente. La particolarità del mercenario è che un libero contratto stabilisce i suoi doveri verso il committente, al contrario dei soldati di leva obbligatoria, che sono forzati a combattere per lo stato, o dei volontari che combattono per i propri ideali.

Sembrerebbe da queste poche note  che prioritari nel distinguere un “mercenario” da altri combattenti siano 2 elementi:

1 – lo scopo di lucro;

2 – la mancanza di propri ideali.

Per contro vi propongo l’ascolto e la visione della prima parte di un divertente momento conviviale tra vecchi “milongueros” , portatori sani di ideali.

Auspico che questa immersione nel passato possa ricordare e trasmettere quegli ideali che ancora oggi ritengo debbano continuare ad essere alla base del futuro del Tango. senza fare concessioni a logiche di mercato.

2010
03.09

Iniziamo oggi un nuovo percorso.

“Conosci questo ballo?”; così era intitolata una performance portata in scena oramai 3 anni fa a Bologna in cui interpretavo testi di alcuni famosi tango per dare l’opportunità agli astanti di comprendere quali fossero i sentimenti che descrivevano quei brani.

Oggi inizia questo percorso da uno degli autori da me più apprezzati che è Enrique Santos Discepolo (meglio noto come Discepolin).

“Cambalache” è sicuramente il brano che gli ha regalato la notorietà. La composizione è del 1935 ed offre il punto di vista dell’autore sulla situazione politica mondiale dell’epoca.

La metafora che è alla base dello scritto è così graffiante da rendere attuale questo brano anche a distanza di 80 anni. Qui potete ascoltarne la versione cantata da Victor Ruiz con l’Orchestra di Donato Racciatti.

Dello stesso autore ricordiamo altre composizioni come:

  • “Que vachaché”
  • “Yira… yira…”
  • “Que sapa señor”
  • “Cambalache”
  • “Sueño de juventud”
  • “Justo el 31″
  • “Chorra”
  • “Soy un arlequín”
  • “Quién más, quién menos”
  • “Confesión”
  • “Canción desesperada”
  • “Uno”
  • “Cafetín de Buenos Aires”
  • Letras

    CAMBALACHE

    Que el mundo fue y sera una porqueria
    ya lo se
    en el quinientos diez
    y en el dosmil también
    que siempre ha habido chorros
    maquiavelos y estafados
    contentos y amargados
    varones y doblés
    pero que el siglo xx es un despliege
    de maldad insolente
    ya no hay quien lo niegue
    vivimos revolcados en un merengue
    y en el mismo lodo todos manoseados.

    Hoy resulta que es lo mismo
    ser derecho que traidor
    ignorante sabio chorro
    generoso estafador
    Todo es igual nada es mejor
    lo mismo un burro que un gran profesor
    no hay aplaza’os ni escalafón
    los inmorales nos han iguala’o
    si uno vive en la impostura
    y otro afana en su ambición
    da lo mismo que sea cura
    colchonero, rey de basto
    caradura o polizón.

    Que falta de respeto
    que atropello a la razon
    cualquiera es un señor
    cualquiera es un ladrón
    mezclado con Stavinsky
    va Don Bosco y Napoleón
    Don Chicho y Lamignón
    Carnera y San Martín
    igual que la vidriera irrespetuosa
    de los cambalaches se ha mezclado la vida
    y herida por un sable sin remache
    ves llorar la biblia junto a un calefón.

    Siglo xx cambalache
    problematico y febríl
    el que no llora no mama
    y el que no afana es un gil
    Dale nomás dale que va
    que alla en el horno
    se va’mo a encontrar
    no pienses mas sentate a un la’o
    que a nadie importa si naciste honrra’o
    si es lo mismo el que labura
    noche un dia como un buey
    que el que vive de las minas
    que el que mata, que el que cura
    o esta fuera de la ley

    Ed eccovi la traduzione italiana…

    ROBIVECCHI

    Che il mondo sia stato e sarà una porcheria
    già lo so…
    (Nel cinquecentosei e nel duemila pure!).
    Che sempre ci siano stati ladri,
    machiavelli e buggerati,
    contenti e amareggiati,
    uomini e patacche…
    Ma che il secolo ventesimo
    sia un orizzonte
    di malvagità insolente,
    non c’è più nessuno che lo neghi.
    Viviamo rotolati in una meringa appiccicosa
    e in una stessa melma
    tutti impastati.
    Oggi è lo stesso
    essere onesto o traditore!
    Ignorante, saggio, ladro,
    generoso o truffatore!
    È tutto uguale! Niente è migliore!
    Lo stesso un asino che un gran professore!
    Non ci sono meriti né bocciature,
    gli immorali ci hanno eguagliato
    Se uno vive da impostore
    e un altro ruba per ambizione,
    fa lo stesso che sia prete,
    materassaio, re di bastoni,
    faccia di tolla o clandestino! …

    Che mancanza di rispetto,
    che insulto alla ragione!
    Chiunque è un signore!
    Chiunque è un ladro!
    Va Don Bosco con Stavisky
    e “La Mignón”,
    Don Chicho e Napoleone,
    Carnera e San Martin…
    Come nella vetrina irrispettosa
    dei rigattieri
    si è rimescolata la vita,
    e ferita da una spada senza filo
    vedi piangere la Bibbia
    accanto a uno scaldabagno.

    Secolo ventesimo, robivecchi
    problematico e febbrile! …
    Chi non strilla non ciuccia tetta
    e chi non spinge è un fesso!
    Dai, dacci dentro!
    Dai, che va tutto bene!
    Che là all’inferno
    ci reincontreremo!
    Non pensarci più,
    fatti da parte,
    che a nessuno importa
    se sei nato onesto!
    Fa lo stesso se uno lavora
    notte e giorno come un bue,
    o se vive sulle spalle degli altri,
    se uccide o se guarisce,
    o sta fuori dalla legge…

    2010
    03.07

    Stanno succedendo cose strane nel mondo del Tango, ed a Bologna in particolare, talmente strane che mi viene voglia di appendere le scarpe al chiodo e mettermi a fare divulgazione scientifica.

    A 40 anni ho fatto la promessa a me stesso di chiamare le cose con il loro nome, quindi, in questo caso si rende necessaria un’incursione in linguaggi diversi da quelli del Tango.

    Invito tutti i lettori a leggere questa pagina di wikipedia, dalla quale ho estratto questo passaggio :

    “Il parassitismo è una forma di simbiosi, ma a differenza della simbiosi per antonomasia (simbiosi mutualistica), il parassita trae un vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell’ospite creandogli un danno biologico”.

    Ciò vuol dire in parole povere che un parassita è un soggetto che vive nella Vostra casa ed approfitta della Vostra ospitalità creandoVi inoltre un danno.

    Ritengo i ballerini di Tango persone attente.

    Chi vuol intendere, intenda.

    Anche perchè credo che a nessuno dei lettori sia sfuggita la vera essenza della nostra associazione.

    A proposito di ESSENZA, invito quelli di voi che avessero perso “di vista” la vera ESSENZA DEL TANGO, domani 08 marzo 2010, alla presentazione del nuovo corso di Tango Argentino con lezione di prova gratuita che si terrà al Centro Giovanile Giardini Margherita, in Via Santa Rita 4 a Bologna.

    Questo corso intitolato l”Essenza del Tango” tenuto da Michele Mollica e da Bruna Zarini è arrivato alla sua 3^ edizione.

    Destinato alla fruizione da parte di soggetti non vedenti ed ipovedenti, il  laboratorio inizierà lunedi’ 15 marzo dalle 19 alle 20,30 e durerà fino a fine maggio.

    Sono previste 10 lezioni di un’ora e mezzo ciascuna + due lezioni finali di eventuale recupero per assenze e per la preparazione, per chi vorrà partecipare, all’evento La Grande Sfida,  che si terrà a Verona il 5 e 6 giugno 2010.

    La didattica si fonda principalmente sull’acquisizione della consapevolezza del proprio baricentro, asse e postura, il tutto applicato alla comunicazione e alle dinamiche di coppia.

    Il laboratorio ha come obiettivo, oltre quello di una prima alfabetizzazione al Tango, l’integrazione fra persone vedenti e non vedenti attraverso la splendida forma di comunicazione non verbale che é il tango.
    Questa è un’iniziativa congiunta.

    Per informazione contattateci ai numeri di Tanguéa oppure contattate Bruna Zarini al numero 3395935676 oppure sul sito www.icantierideltango.it.

    Nota : E’ possibile ospitare i cani guida.

    2010
    03.06

    Ad un brano dalla sensualità travolgente come questo, volete aggiungere parole ?